Vaccinazioni, l’Asl Toscana sud est taglia il filo di lana della tappa dell’80%

D’Urso: “Abbiamo raggiunto questa percentuale con un mese di anticipo rispetto alla data indicata dalla Regione“.

Vaccinazioni, l’Asl Toscana sud est taglia il filo di lana della tappa dell’80%
Cronaca Siena, 30 Agosto 2021 ore 16:34

L’Asl Toscana sud est taglia il filo di lana della tappa dell’80 per cento.

L’Asl Toscana sud est ha sfondato il muro dell’80 per cento dei vaccinati. È arrivata all’80,03, la percentuale indicata per il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. In termini assoluti sono 493.367 i cicli completi, 87.572 le prime dosi e infine 18.507 persone definite come “inadempienti definitivi” (esonerati per motivi di salute, pregressa immunità da malattia naturale o da vaccinazione effettuata altrove, rifiuti definitivi, non rintracciabili…).
“Abbiamo raggiunto questa percentuale con un mese di anticipo rispetto alla data indicata dalla Regione – commenta il direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso –. Un risultato per il quale ringrazio tutti gli operatori dell’azienda che si sono impegnati al massimo, con grande professionalità ed eccezionale disponibilità. L’azienda ha messo in campo tutti gli strumenti possibili per favorire le vaccinazioni: dai grandi ai medi centri vaccinali, dalle sedute su prenotazione a quelle con accesso libero, ai camper per eventi, feste e, tra poco, fabbriche, centri artigianali e commerciali. Un grande sforzo che ha registrato la collaborazione delle associazioni di volontariato, dei medici in pensione, dei mediatori culturali come nel caso delle vaccinazioni destinate ai cittadini stranieri”.
Quota 80,03 per cento è una tappa importante ma non traguardo. “Stiamo continuando con gli open day che abbiamo intensificato in questa settimana e con i camper – conclude D’Urso –. Tentiamo di avvicinarci quanto più possibile ai luoghi di vita, di lavoro e di studio delle persone. La vaccinazione e ancora il mantenimento delle misure di protezione individuale rimangono gli strumenti principali per garantire la ripresa dei normali stili di vita di ogni cittadino, a iniziare dallo studio in presenza e dal lavoro”.