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Un Natale anticipato per Grassina: Dante e il suo verso per la speranza

Luminarie accese già da oggi 15 novembre. Il Ccn: "Non abbiamo chiesto soldi a nessuno"

Un Natale anticipato per Grassina: Dante e il suo verso per la speranza
Chianti fiorentino, 14 Novembre 2020 ore 18:40

Il Natale come segno di rinascita. Mai come quest’anno le festività possono essere interpretate come momento di speranza, con l’augurio che ci lascino intravedere una luce in fondo al tunnel del coronavirus. Un Natale che il Centro commerciale naturale «Grassina e le sue botteghe» ha deciso di anticipare, nei simboli, per aiutare a ritrovare un sorriso in un momento difficile, anticipando l’accensione delle tradizionali luminarie al 15 novembre. Con una sorpresa, l’omaggio a Dante Alighieri, di cui si celebrano nel 2021 i 700 anni dalla morte, e una scritta tratta da un celebre verso della «Divina commedia» che sarà collocata a grandi lettere sulla Chiantigiana, di fronte a piazza Umberto: «E quindi uscimmo a riveder le stelle». Infine, le luci che ricreeranno il profilo dantesco.

Luminarie dal 15 novembre

«E’ stato un anno durissimo – ha sottolineato la presidente del Ccn, Marianna Cellai – in cui abbiamo cercato di aiutare i soci e i grassinesi in tutti i modi, distribuendo ai negozi le mascherine e vigilando sulle consegne a domicilio affinché fossero realmente gratuite per tutti. Abbiamo fornito personale volontario per gestire le file fuori dalle botteghe e acquistato le fioriere poste a delimitazione degli spazi concessi ai tavolini dei ristoranti. Davanti a tutto ciò non abbiamo chiesto a nessuno la quota annuale, nemmeno per le luminarie, ritenendo che non fosse il momento adatto». Poi un chiarimento su come è nata l’iniziativa ispirata a Dante: «Ci ha aiutato il prof Paoletti del Gobetti Volta. Avevamo pensato di tenere in piazza delle letture dantesche con l’aiuto degli studenti, ma abbiamo dovuto rinunciarvi per cause di forza maggiore». Infine l’appello alla popolazione: «Per l’accensione delle luminarie non venite in piazza, ma alle 19 affacciatevi alle finestre».

Ma i negozi quanto hanno risentito della crisi? La risposta arriva dall’assessore Francesca Cellini: «Non è facile per nessuno, ma la pandemia ha evidenziato il ruolo fondamentale dei negozi di vicinato e il rapporto umano che si crea con i clienti. Cosa che in città si avverte di meno, ma che da noi resiste e si è rafforzato».

Certo difficoltà ce ne sono e non poche, specie per i ristoranti con lo stop anticipato. «La chiusura alle 18 ci ha portato via il 90% circa del fatturato. A pranzo – raccontano dall’osteria “Cocciopesto” di Bagno a Ripoli – facciamo un menù a prezzi fissi destinato soprattutto ai lavoratori, ma il grosso dell’attività è rappresentato normalmente dalla cena. Per questo siamo molto preoccupati e l’unica nota confortante è stata la vicinanza manifestata dai nostri clienti, alcuni dei quali hanno cominciato a venire a mangiare più spesso proprio per darci una mano».

«Per noi il grosso resta la cena ovviamente. Sì, facciamo anche qualcosa a pranzo – confermano dall’osteria “Pura Vida” di Grassina – ma è quasi inconsistente. Si cerca di sopravvivere, sperando che passi presto».

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