COLLE DI VAL D'ELSA

Tutto fermo nell’area di Molinuzzo. Il terreno di Gracciano rimane abbandonato

Il Comune: «Il ritardo non dipende da noi. Presto il via all’intervento di urbanizzazione». Si attende la ristrutturazione del Sonar.

Tutto fermo nell’area di Molinuzzo. Il terreno di Gracciano rimane abbandonato
Val d'Elsa, 26 Luglio 2020 ore 13:23

Da molti anni, ormai, per gli abitanti di Gracciano il problema dell’area di Molinuzzo è uno tra quelli maggiormente sentiti: situata al termine di via Talamone, una delle traverse della principale via Fratelli Bandiera, la zona, teoricamente edificabile, è rimasta in stato di abbandono a causa del fallimento della ditta edile proprietaria del terreno, trasformandosi in una sterpaglia utilizzata come discarica improvvisata, con rottami, rifiuti e addirittura lastre di eternit. Con il suo contorno di fabbriche chiuse e abbandonate, nonché il capannone vuoto dell’ormai ex discoteca Sonar, chiusa da quasi un decennio nonostante i molti progetti di ristrutturazione e le richieste di tanti giovani colligiani, Molinuzzo è divenuta un vero e proprio simbolo di degrado.

Nell’autunno 2019, però, qualcosa ha iniziato a muoversi, rinfocolando le speranze degli abitanti dell’area in una soluzione al problema: raccogliendo il testimone lasciato dalla giunta Canocchi nell’ultimo bilancio di previsione, infatti, l’amministrazione Donati aveva assegnato i lavori per l’urbanizzazione primaria. Per finanziarla erano stati impegnati i 123200 euro della garanzia fideiussoria, presentata nel 2000 dalla ditta, poi fallita, che nella zona avrebbe dovuto realizzare un moderno quartiere residenziale e incassata nel 2017 dal Comune. Alcuni errori nei documenti preparatori avevano rimandato per due anni l’assegnazione dei lavori, ma nel settembre 2019 tutto sembrava ormai pronto. Nei mesi successivi, però, le cose non sono andate come i graccianesi speravano. E’ vero che una parte del terreno è stata acquistata all’asta da una nuova ditta edile che ha avviato la costruzione di un edificio ed eliminato parte della sterpaglia, ed il Comune, dal canto suo, ha rimosso rifiuti e rottami, ma i lavori di urbanizzazione non sono mai stati avviati. Resta, quindi, la rabbia degli abitanti di Gracciano, che di fronte all’ennesima speranza apparentemente delusa stanno perdendo ormai le speranze: «Nel progetto iniziale quest’area sarebbe dovuta essere adibita a giardini e parcheggi – racconta Fulvio Salvadori, già capolista della Lega alle ultime elezioni comunali e residente a pochi metri dall’area degradata – Per anni, invece, è stata solo un grande deposito di rifiuti. Qualche tempo fa sono stati rimossi, e l’area è stata ripulita, ma sta già peggiorando nuovamente. Da quel momento, non è più stato fatto nulla. Il Comune ha incassato i soldi e assegnato i lavori, ma dopo nove mesi nulla è stato fatto, nonostante i grandi annunci fatti dall’Amministrazione. E dire che da queste parti, vicino al centro commerciale di Gracciano, qualche parcheggio in più sarebbe molto gradito, così come l’area destinata a verde, che smorzerebbe un po’ la schifezza dei ruderi dell’ex area industriale. I soldi ci sono, questo è ormai appurato, ma che fine hanno fatto? Presumo che al momento dell’assegnazione dei lavori ci debba essere, legalmente, una data d’inizio e una di fine. Ad oggi, invece, non c’è altro se non le dichiarazioni del sindaco, che si fece bello con le attività portate avanti dall’Amministrazione precedente».

Sulla questione è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Stefano Nardi, che ha promesso una prossima soluzione: «Siamo pronti a partire con i lavori per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, stiamo solo aspettando che venga completato l’ultimo complesso di abitazioni. Non appena l’opera sarà terminata, o almeno in uno stato avanzato, quindi speriamo entro il mese di ottobre, l’Amministrazione partirà con l’intervento. Purtroppo le vicissitudini della lottizzazione, con fallimenti della ditta e successivi affidamenti non imputabili al Comune, hanno provocato un ritardo». Alle polemiche sull’area di Molinuzzo si aggiungono quelle sulla mancata riapertura del Sonar, music club e discoteca amatissima che ormai da quasi dieci anni ha dovuto chiudere i battenti per la necessità di ampi, costosi e difficili lavori di ristrutturazione. Le speranze dei molti appassionati di rivedere aperto il Sonar assomiglia comunque sempre di più ad una certezza.

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