Tracolla il Pil in Toscana: si parla del 6% su base annua

Intanto è boom del settore dell'e-commerce. Secondo le stime fornire da Alibaba, è cresciuto del 55%.

Tracolla il Pil in Toscana: si parla del 6% su base annua
Siena, 26 Maggio 2020 ore 12:53

Un calo drastico del Pil del 6% su base annua, che potrebbe arrivare al 12% se la situazione precipitasse con l’aumento della sfiducia dei consumatori e il mancato recupero degli investimenti persi dalle imprese nel corso delle settimane di lockdown. Diversi scenari che disegnano un 2020 per la Toscana a tinte molto fosche. A delinearlo è stato l’IRPET nel corso del seminario “Effetto Covid sui consumi: come si evolve il marketing” organizzato ieri da Primavera d’Impresa, l’iniziativa regionale dedicata alle piccole e medie imprese toscane che innovano, promossa e organizzata dalla cooperativa CRISIS. Esperti e professionisti hanno analizzato gli scenari che si stanno svelando all’orizzonte, confrontandosi sulle strategie più efficaci per la ripresa. Sono intervenuti: Maria Sole Lensi, Digital Consultant–Alibaba.com Specialist di Adiacent, azienda di Var Group, Aleandro Mencherini, Digital Project Manager in Adiacent, Leonardo Ristori, RGR comunicazione e marketing 4.0, Daniele Pieraccioni, fondatore Mind4u, e Leonardo Ghezzi di IRPET.

Prima del lockdown, le previsioni sul Pil parlavano di una crescita risicata, ma comunque ancora su terreno positivo: 0,4%. Oggi i numeri sono ben altri. Meno 6%, considerando stabile la propensione al consumo. “Per ogni euro guadagnato – ha specificato Ghezzi di Irpet – il consumatore in media spende 55 centesimi”. Ma se la propensione calasse, ad esempio da 55 a 50 centesimi, il calo del Pil passerebbe all’ 8%. Nel caso in cui il senso di sfiducia si allargasse anche ad un periodo più lungo e l’economia si presentasse più fragile il tracollo arriverebbe al 12%. La regione, ma in generale un paese, è uscito dal lockdown con le ossa rotta, con il segno meno in ogni settore e in ogni area di produzione.

“Numeri che impongono soluzioni forti – commenta Cristina Nati, presidente CRISIS – In questo seminario abbiamo cercato di dare consigli sulle strategie di rilancio e sviluppo alle piccole e medie imprese della nostra rete. Abbiamo messo a disposizione delle soluzione e degli esperti di primo piano, come i professionisti di Alibaba che hanno presentato la loro fiera virtuale e le mosse giuste per muoversi con efficacia sul web”. Alibaba è la più grande piattaforma business-to-business al mondo, un enorme marketplace dove produttori e fornitori incontrano i buyers.

“I buyers – ha spiegato Lensi – continuano ad approvvigionarsi e ora migrano sul web. OGGI la digitalizzazione del proprio catalogo di prodotti è fondamentale per ogni impresa. Le dinamiche sono le stesse delle fiere tradizionali: stand virtuali che vanno riempiti con prodotti, strategie di comunicazione e con la presenza di figure commerciali che hanno il compito di presentare l’azienda. Solo che lo stand è aperto tutto l’anno e su diversi fusi orari. Oggi più di prima le aziende devono considerare nel proprio budget le fiere virtualI”

“Sono opportunità importanti per le nostre piccole imprese – continua Nati – e noi siamo a disposizione per aiutarli in questo terreno che a prima vista può apparire ostico, ma che può offrire grandi opportunità”

La registrazione del seminario è disponibile sulla pagina Facebook di Primavera d’Impresa

Un dato su tutti spicca: la crescita dell’e-commerce. Secondo le stime fornire da Alibaba, è cresciuto del 55%. “Su questo numero è necessario ragionare per elaborare il rilancio delle piccole e medie imprese e di questo se ne parlerà nel prossimo seminario dedicato alle vendite on line e alla logistica digitale – conclude Nati – Capiremo con gli stessi imprenditori come si costruisce una esperienza di successo, le opportunità, le questioni fiscali e i rischi legali”.

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