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Tempi biblici per prendere la patente, oltre cento aspiranti conducenti in attesa di poter sostenere l’esame

La denuncia della scuola guida Aurora.

Tempi biblici per prendere la patente, oltre cento  aspiranti conducenti in attesa di poter sostenere l’esame
Cronaca Val d'Elsa, 02 Maggio 2021 ore 10:01

Un anno per avere la patente di guida: se non possono essere definiti tempi biblici questi poco ci manca, eppure sono queste le attese imposte a chi vuole conseguire la certificazione necessaria alla conduzione di un autoveicolo. Sarebbero circa diecimila le persone in attesa di sostenere l’esame di guida risultanti dagli elenchi della Motorizzazione Civile di Firenze e Prato. Molte di loro rischiano di dover ripartire daccapo ed effettuare una nuova iscrizione alla scuola guida se non riusciranno a sostenere l’esame entro il periodo di validità della documentazione conseguita dopo il superamento dell’esame di teoria. Sono Stefano Bruchi e Alessandro Gabellieri, istruttori e titolari dell’autoscuola Aurora in piazza Gramsci a chiarire una dinamica sempre più diffusa e non solo in Toscana. «C’è un numero altissimo di persone che non riesce a sostenere l’esame di guida nei tempi stabiliti dalla legge a causa della carenza di esaminatori – ha spiegato Bruchi – Solo su Castelfiorentino parliamo di oltre duecento richiedenti in attesa di una data d’esame per la prova di guida che salgano a trecento se consideriamo anche il bacino di Certaldo.

I documenti ottenuti con l’esame di teoria sono validi per un periodo di sei mesi ma, data la situazione che non rende possibile avere la garanzia di riuscire a effettuare le prove, di solito la Motorizzazione concede un’ulteriore proroga alla scadenza del cosiddetto “foglio rosa” per evitare che i richiedenti si trovino costretti a effettuare l’iscrizione daccapo con tutti i costi e i disagi che ne derivano». Il disagio colpisce sia gli aspiranti conducenti che le autoscuole dove l’effetto deterrente dei lunghi tempi d’attesa si fa sentire e le lezioni di guida non vengono più richieste con il flusso che in passato veniva assicurato dalla regolarità degli esami. Ma come si è arrivati a questa situazione? «Per capire il problema bisogna partire dalla comprensione della grande mole di lavoro che grava sugli uffici della Motorizzazione – hanno spiegato Bruchi e Gabellieri – Patenti, libretti di circolazione, collaudi, revisioni: queste sono solo alcune delle competenze che ruotano attorno al veicolo e al conducente.

Stiamo parlando di un carico di lavoro enorme che oggi viene svolto da meno della metà del numero di funzionari presenti solo una decina d’anni fa: meno di quaranta, mentre solo una decina d’anni fa erano più di cento». Sono numeri significativi, tanto più se si tiene conto che il 31 dicembre del 2012 la Motorizzazione di Prato è stata accorpata alla sede di Firenze con un conseguente aumento della quantità di pratiche a cui far fronte. «Il personale di Prato è stato convogliato su Firenze – ha continuato Gabellieri – ma si è trattato di poche unità, troppo poche per far fronte al carico di lavoro da espletare. I pensionamenti non sono stati compensati da nuove assunzioni e il risultato è oggi un organico sottostimato che non riesce a far fronte a tutte le pratiche richieste, pur con la massima volontà di tutte le persone coinvolte». Il problema ha un’immediata ripercussione sulla dilatazione dei tempi necessari a sostenere l’esame di guida perché gli esaminatori non sono figure a sé, bensì si tratta degli stessi impiegati che lavorano allo sportello e che, di fatto, non possono sdoppiarsi in due. Il risultato? Un intero sistema bloccato e non solo a Firenze.

Il Covid ha dato il colpo di grazia a un problema già accentuato, interrompendo del tutto la possibilità di sostenere gli esami di guida a bordo di autoveicoli in zona rossa, ma non le lezioni di guida, secondo uno dei numerosi paradossi che ha caratterizzato la gestione della pandemia in Italia. Eppure le soluzioni per uscire dall’impasse secondo Bruchi ci sarebbero: «La Motorizzazione dovrebbe assumere un numero congruo di nuovi funzionari perché il blocco delle assunzioni è all’origine del problema. Se questo non viene ritenuto possibile è ormai irrinunciabile che gli uffici preposti dismettano una parte delle proprie competenze».

Una terza via c’è ed è stata l’Aci di Bergamo a proporla, chiedendo l’avvio di un progetto pilota che «permetta di creare un albo di ausiliari esaminatori, facendo capo a personale in servizio o in quiescenza per smaltire il grosso carico di arretrati alla Motorizzazione». I disagi legati alle pratiche per veicoli e patenti di guida rappresentano ormai un caso nazionale che si ripropone con gli stessi problemi nelle varie sedi provinciali e che, da diversi anni a questa parte, è stato a più riprese portato in Parlamento con interrogazioni da parte di rappresentati dei vari schieramenti.