La problematica

Tanti rischi, poca sicurezza per chi va a piedi a Colle

Si dimostrano necessari interventi di manutenzione per prevenire incidenti e dinamiche troppo pericolose per chi decide di camminare

Tanti rischi, poca sicurezza per chi va a piedi a Colle
Cronaca Val d'Elsa, 07 Gennaio 2021 ore 11:59

Il traffico veicolare a Colle rappresenta da anni una problematica non da poco in molte parti della città, soprattutto per chi sceglie di muoversi a piedi. Non si contano le occasioni nelle quali i pedoni hanno contestato per la difficoltà di attraversare la strada, a causa dell’eccessiva velocità e della scarsa attenzione prestata da una percentuale fin troppo alta di automobilisti indisciplinati, fatti dimostrati dal numero relativamente elevato di incidenti occorsi negli ultimi tempi lungo le principali strade cittadine. «Il problema è soprattutto il modo con il quale è organizzata la viabilità, su due corsie con lo stesso senso di marcia – aveva spiegato Riccardo Salvini, abitante della centralissima via Diaz, all’indomani dell’incidente occorso a metà novembre quasi all’altezza delle strisce pedonali prima dell’incrocio con via XXV Aprile, nella parte alta della strada – insieme all’incoscienza di molti autisti. Quando si va ad attraversare è necessario prestare un’attenzione estrema, perché è possibile che l’auto in una corsia si fermi e quella nell’altra no». Un problema che esiste anche su altre strade, inclusa la stessa via XXV Aprile, ed è confermato dai ripetuti investimenti avvenuti negli ultimi anni, uno dei quali, nel giugno 2018, è costato la vita all’ottantaduenne Piero Spalletti.
Attraversare la strada in diverse parti della città, secondo i colligiani, può essere paragonato ad uno sport estremo, soprattutto di sera: troppo poca la luce all’altezza degli attraversamenti pedonali, troppo poca la visibilità per gli autisti, ma, soprattutto, troppa la velocità di questi ultimi, contro la quale a più riprese sono stati richiesti interventi risolutivi: «In passato sono stati posizionati dossi e limitatori di velocità in moltissime parti di Colle, inclusi dei punti dove appare difficile trovare un senso per la loro presenza – dichiara un’anziana abitante – Diversi di quelli dove potrebbero essere necessari, invece, sono sempre stati ignorati: davanti alla Coop, ad esempio, o in cima a via Diaz, oppure di fronte all’Eurospin. Le auto vanno veramente forte in questi posti, e c’è tanta gente che deve attraversare la strada. E’ indispensabile trovare un modo per salvaguardare la vita dei pedoni, senza aspettare sempre che accada qualche tragedia». Di recente poi, ai problemi di vecchia data, si è aggiunto quello della «scomparsa» di diversi attraversamenti pedonali. In alcuni punti della città, infatti, le strisce zebrate sono state sparite, cancellate dal tempo oppure dalle riasfaltature e, successivamente, non ripristinate. Una situazione pericolosa soprattutto per gli automobilisti provenienti da fuori Colle, che non conoscono la disposizione «storica» degli attraversamenti della città e non possono dunque avere il riflesso condizionato di rallentare in certi punti. E’ il caso del tratto finale di via Diaz, dove l’attraversamento di fronte alla «Confederazione Italiana Agricoltori» non è stato ridipinto dopo la stesura del nuovo asfalto, oppure, poche centinaia di metri più avanti, la parte iniziale della «Strada delle Lellere», tra la rotatoria dello Spuntone e quella all’incrocio con via Venezia, dove le strisce sono ormai completamente sparite, consumate dal passaggio di migliaia di ruote. Il punto più pericoloso, però, è con ogni probabilità il dosso sopra il «Ponte di Spugna», di fronte all’omonima chiesa, dove il rischio, per i pedoni, è potenzialmente letale: «Un automobilista che non conosce la zona – spiega un abitante – non ha nessun modo di sapere che lì esiste un attraversamento pedonale, e provenendo dal ponte non ha neanche modo di vedere le persone se non all’ultimo secondo. In una situazione simile servirebbe ogni segnale possibile, invece di recente sono sparite perfino le strisce. E’ indispensabile ripristinarle prima possibile, magari anche con l’aggiunta di un dissuasore artificiale, prima che qualcuno finisca per farsi veramente male».

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