L'operazione

Stroncato giro di prostituzione cinese al Bernino, parlano i cittadini della zona

Le interviste pubblicate l'11 dicembre scorso su "Chiantisette" e "Valdelsasette" dopo l'operazione che aveva smantellato un imponente giro di prostituzione con sede a Poggibonsi e legami in varie parti della Toscana.

Stroncato giro di prostituzione cinese al Bernino, parlano i cittadini della zona
Cronaca Val d'Elsa, 20 Dicembre 2020 ore 16:46

Sfruttamento della prostituzione cinese un po’ in tutta la Toscana ma con base in Valdelsa e, per la precisione, a Poggibonsi: questi i pareri intercettati dagli abitanti della zona del Bernino pubblicati lo scorso 11 dicembre su “Chiantisette” e “Valdelsasette”.

Sfruttamento prostituzione cinese a Poggibonsi, parlano i vicini di casa

Ci sono quasi due anni di indagini, ben 30 tra agenti e vigili coinvolti e tanto tanto lavoro, fatto di perquisizioni, intercettazioni e sequestri dietro un caso clamoroso di prostituzione cinese che aveva come base la Valdelsa. Anzi per la precisione Poggibonsi. Ma che poi si allungava verso Siena, Arezzo, Poggio a Caiano, Empoli. E’ proprio a Empoli che è stata individuato uno dei capi. Si tratta di una donna, in Italia sotto falso nome da almeno dieci anni. In questi anni ha preso in affitto numerosi appartamenti in giro per la penisola, isole comprese, dove gestiva le stesse attività, nascondendosi dietro ad una scia di documenti falsi che le hanno consentito di rimanere incensurata.

Ora invece per i responsabili, una donna, L.T. di 37 anni, ed un uomo, Z.Z. 45enne, entrambi cinesi, è scattato l’arresto a conclusione delle indagini condotte dalla Polizia municipale poggibonsese, in stretta sinergia con la Polizia di Stato. Le misure cautelari sono state disposte con ordinanza del G.i.p. di Siena. I reati a loro ascritti sono favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della permanenza in clandestinità, falso materiale e sostituzione di persona. I due gestivano ben sette case di appuntamenti, di cui due nella provincia di Siena.
E una, appunto, a Poggibonsi. In una zona di periferia, un quartiere tranquillo, con tanti anziani, vicino al Bernino.

C’è una via stretta che porta agli impianti sportivi del Bernino. Case a due piani dei primi anni  ’60  accanto alla ferrovia che corre tra Siena e Empoli. E poi dei palazzi alti, nati tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70. Un quartiere tranquillo, di una periferia che segna la conclusione della zona urbana di Poggibonsi e incontra subito la campagna. Nessuna situazione di degrado. Un’ampia piazza a mattoni dove giocano i bambini. E la stradina verde, la ciclabile, lì a due passi, a segnare il limite tra il fiume che delimita la vallata e le colline, dove inizia la campagna.
Qui, L.T., donna 37enne, e Z.Z. uomo 45enne, entrambi cinesi, ed entrambi arrestati, avevano affittato la loro “casa” di appuntamenti a Poggibonsi. Per loro l’accusa accusa è di favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della permanenza in clandestinità. Qui c’è una abitazione che in zona chiamano del “contadino”, in realtà una casa più antica delle altre. Poi subito accanto un arco ed una villetta che si affaccia verso il fiume. All’interno dell’arco, un piazzale, ed altre abitazioni dove appunto si svolgevano gli incontri clandestini.
Questo tipo di prostituzione agisce nel silenzio totale. Niente musica. Nessun rumore. Quindi inizialmente nessuno sapeva cosa potesse accadere tra le mura di quell’appartamento. Poi il velo si è squarciato. E tutti hanno iniziato a capire. Gli occhi discreti, ma presenti, dei tanti anziani e non solo che vivono qui hanno capito. Tra l’altro sono in tanti a passare le loro giornate a due passi da lì, alla panchina che guarda verso via Aldo Moro, vicino al Bernino. «Lo avevamo capito che c’era questo giro, era inevitabile – ci hanno detto – C’era sempre un via vai di gente». Si sorprendono pure se chi vive in un’altra via, ma a pochissimi metri da lì, non si era mai accorto di nulla. «Ma come è possibile che non sapessero  – hanno esclamato  – Mica è da ora che succede. Vedevamo delle persone arrivare, qualcuno anche indicava là, dove c’è la casa». Un flusso di persone che non lasciava spazio ad equivoci.
Così nessuna sorpresa quando qualche giorno fa si sono fatte insistenti nella zona le presenze delle forze di Polizia. Sorpresa no, curiosità, sì. «Sono venuti i vigili della Polizia municipale. Sono venuti i poliziotti, vedrai…». Già vedrai. Con quella naturalità che la gente di quartiere ha nell’osservare il normale scorrere delle cose.

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