L’approfondimento

Strade in tilt e il Chianti rimane isolato

Pronti, partenza, via. Sembra tutto facile ma se devi attraversare la superstrada dell’Autopalio, da Firenze a Siena, niente è scontato

Strade in tilt e il Chianti rimane isolato
Cronaca Chianti fiorentino, 18 Luglio 2021 ore 12:00

Pronti, partenza, via. Sembra tutto facile ma se devi attraversare la superstrada dell’Autopalio, da Firenze a Siena, niente è scontato. Perciò, giocare d’anticipo e partire da casa qualche minuto prima dei tempi di percorrenza ottimali, può essere la soluzione per evitare la crisi di nervi una voltain coda. Nella peggiore delle ipotesi d’estate, a quaranta gradi, con l’incubo del ritardo a un appuntamento importante.

Mercoledì 7 luglio abbiamo provato la traversata. Partenza da Bargino direzione uscita Siena sud. In totale sono a circa 55 km di distanza. Di buon mattino alle 8:30, pronti per iniziare la giornata. Cronometro del collega alla mano pronto ad annotarsi tempi di percorrenza, taccuino aperto per appuntare eventuali code e disagi.

Scorre tutto liscio fino a Colle Val d’Elsa sud dove inizia lo scambio di carreggiata a causa dei lavori iniziati il 28 giugno e che terminano il 28 luglio. Qui troviamo rallentamenti per gran parte del tratto interessato dalla manutenzione, fino a Monteriggioni. Una gran polvere si alza dalla strada smantellata nella carreggiata a fianco dove gli operai sono all’opera con camion e attrezzi speciali, mentre noi guidiamo su una corsia. Ritrovate la carreggiata originale, ci avviciniamo a Siena senza troppi intoppi. Alla fine del tragitto sono 55 i minuti impiegati per arrivare a destinazione ad una velocità di 90 km/h, il limite previsto.

La situazione, tra rallentamenti, incidenti e lavori in corso, è così da anni. Un continuo cantiere, la Firenze-Siena, che viene messo in piedi da una corsia all’altra, senza che tu possa dire «Ah, finalmente hanno finito i lavori». C’è sempre qualcosa che non va. Che sia un asfalto da risistemare, un tubo da cambiare o un guardrail da sostituire, il cartello giallo a segnalare il restringimento è dietro l’angolo che ti aspetta. E non che l’Autopalio non necessiti veramente di questi lavori, anzi. Le condizioni delle strade, soprattutto quando piove, sono pericolose e purtroppo non sono pochi gli incidenti che si verificano ogni anno, talvolta anche gravi.

Di tutto ciò, sono ben a conoscenza i cittadini, molti lavoratori pendolari, che si spostano ogni giorno dall’area fiorentina, del Chianti e della Valdelsa, fino al senese. Sono talmente uniti da questo destino comune da aver fondato su Facebook il gruppo «Quelli dell’Autopalio». Tra loro condividono disagi, aggiornamenti in tempo reale su incidenti e lavori, oltre che articoli di giornali e dichiarazioni di vari enti che di volta in volta si passano la palla per risolvere i problemi. Si troverà mai un punto d’equilibrio? Se non la parola «fine» dei lavori, quantomeno una bella pausa. Già, è nuovamente l’ora di prepararsi, in anticipo.

Foto alla mano e un lungo sfogo che non lascia spazio ad interpretazioni. E’ arrabbiato il vicesindaco Giacomo Trentanovi, così come i colleghi dei comuni dell’Unione del Chianti fiorentino fino a quelli della Valdelsa. «Siamo favorevolissimi agli interventi strutturali, ma non è questo il modo di operare e di farli ripartire. Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione sulla chiusura dell’A1, se non all’ultimo tuffo, la sera prima, non siamo mai stati coinvolti nella programmazione della riapertura dei cantieri, non conoscevamo nulla delle intenzioni di Autostrade e non abbiamo potuto informare i cittadini, coloro che risiedono e lavorano nei nostri territori e nell’area fiorentina. Sappiano i vertici della società che la ‘cella’ stradale che hanno costruito all’alba della stagione turistica sta condannando ad un’ingiusta reclusione il mondo del lavoro e dell’economia chiantigiana, portata avanti con fatica e sacrificio dai pendolari, dagli imprenditori, dagli operatori del comparto turistico-ricettivo»