Colle di Val d’Elsa

Spazzatura, uno scempio al Parco dell’Elsa

Cumuli di immondizia abbandonati sotto la cascata del Diborrato, la rabbia dei cittadini che hanno provato a rimediare

Spazzatura, uno scempio al Parco dell’Elsa
Siena, 01 Settembre 2020 ore 16:01

Non sembra destinato a trovare pace il Parco dell’Elsa: dopo le tante polemiche dovute all’eccessivo afflusso di persone e ai campeggiatori abusivi, al centro della questione sono tornati, per l’ennesima volta, i rifiuti abbandonati dai turisti.

A molti colligiani è apparsa quasi una sfida, subito dopo l’uscita dell’ordinanza comunale che vietava l’abbandono dispazzatura lungo il SentierElsa e alle Vene e imponeva il loro trasporto fuori dall’area protetta, la deposizione, sotto la cascata del Diborrato, di un enorme cumulo di rifiuti e sacchi dell’immondizia, ordinatamente impilate a formare un mucchi equivalente al contenuto di almeno due cassonetti. Un vero e proprio atto barbarico, se non quasi una sfida ad ogni autorità. Una dichiarazione d’indipendenza nei confronti di qualsiasi imposizione.

A chiarire l’accaduto, senza nascondere rabbia e sdegno, è stata l’Associazione Lagorà, che fin dalla sua fondazione lavora, con i suoi volontari, alla pulitura del SentieElsa e del resto dell’area naturale all’interno del territorio colligiano: «Abbiamo trovato di tutto – raccontano le persone che si sono impegnate a rimuovere il triste monumento – Contenitori di cibo avanzato, bottiglie, lattine, cartacce, mascherine…perfino biancheria intima e assorbenti usati. Noi ci impegniamo e sudiamo, sempre con il sorriso, perché vogliamo bene alla nostra città e al nostro fiume, ma quando troviamo cose del genere non possiamo non pensare che sia tutto inutile, e che l’inciviltà umana non abbia veramente limiti. E’ necessario che chi ha il potere di farlo intervenga per porre fine a tutto questo, è una sofferenza per tutti vedere spettacoli simili».

E’ un vero e proprio scempio, purtroppo non inedito, quello avvenuto nel Parco, che arriva praticamente all’indomani dell’ordinanza con la quale, dopo i problemi verificatisi dall’inizio dell’estate, l’Amministrazione Comunale aveva cercato di regolamentare, tra le altre cose, la gestione dei rifiuti all’interno dell’area protetta, oltre a vietare il campeggio e il bivacco, l’accensione di fuochi, l’installazione di ombrelloni e gazebo, il gioco con attrezzi sportivi e il disturbo della quiete degli animali. Dure le sanzioni promesse ai trasgressori: «Saranno puniti ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale» spiega la chiosa dell’ordinanza, trasmessa anche alla Questura di Siena e ai Carabinieri. Non si tratta di uno scherzo: la deturpazione del parco potrebbe costare ai trasgressori l’arresto fino a tre mesi o una multa di 206 euro.

Unanime lo sdegno dei colligiani per l’accaduto: dalle forze politiche di ogni schieramento ai comuni cittadini, tutti si sono scagliati duramente contro gli autori del vero e proprio attacco contro l’umana decenza e contro il senso comune, oltre a dichiarare la propria solidarietà ai volontari dell’Associazione Lagorà, che ancora prestano il loro impegno per ripulire il fiume.

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