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Colle di val d’Elsa

Si accende una nuova speranza per il Sonar

La storica struttura, famosa per il music club, assegnata all'associazione «Mosaico» per una possibile riqualificazione

Si accende una nuova speranza per il Sonar
Cronaca Siena, 28 Febbraio 2021 ore 12:15

Sembrava finita lo scorso settembre la storia del Sonar, il mitico disco-club di Colle, situato nella frazione di Gracciano, che per oltre un decennio aveva accolto molti artisti di fama internazionale, ma che ormai sei anni fa è stato costretto alla chiusura in attesa di imponenti lavori di ristrutturazione e adeguamento alle attuali norme di sicurezza. I tentativi di realizzare l’intervento negli anni scorsi sono andati sostanzialmente a vuoto, a causa della loro complessità e degli elevati costi, e la decisione presa lo scorso settembre dall’associazione B-Side, storico gestore della struttura, di rinunciare alla possibilità di riaprire il Sonar, aveva sembrato porre una pietra tombale sulla questione.

L’Amministrazione comunale colligiana, però, aveva chiarito di non avere intenzione di lasciare in abbandono il capannone che per tanto tempo ha ospitato uno dei locali più amati della Valdelsa, e che oltre alla «discoteca» comprende anche sale di prova e registrazione e locali per attività di vario tipo, e la realizzazione, poco prima della fine del 2020, di un nuovo bando di affidamento aveva confermato l’intenzione di fornire un nuovo futuro al Sonar.

A spuntarla, alla fine, è stata l’associazione Mosaico, che già in precedenza aveva affiancato B-Side nella gestione della struttura, organizzando in particolare iniziative di carattere artistico e corsi musicali. Il Comune di Colle ha approvato un complesso progetto presentato dall’associazione, articolato in più fasi successive. La prima, che dovrebbe avere inizio a breve, pandemia permettendo, comprenderà non soltanto corsi di musica, come da «storica» attitudine di Mosaico, ma anche la concessione delle sale prova e registrazioni alle band locali e ai giovani musicisti, oltre a laboratori artistici e musicali di vario genere, dedicati soprattutto ai più piccoli. E’ stato programmato anche un simbolico concerto per la ripartenza del Sonar, che dovrebbe svolgersi nel piazzale il prossimo giugno, se lo stato dei contagi da Covid-19 lo permetterà.

Le successive fasi comprenderanno invece la progettazione e l’esecuzione dei lavori di adeguamento dell’auditorium, che dovranno essere eseguiti entro i primi cinque anni dall’affidamento, indispensabili per la ripresa dei concerti, ma anche di altre attività legate a cinema, teatro, danza e seminari. Per gli interventi più rilevanti, l’associazione è intenzionata a provare ad attingere a fondi regionali, statali ed europei.

In questo senso, potrebbe aiutare il così detto «Progetto Pinqua», avviato dalla Regione Toscana sulla base di un decreto interministeriale del settembre 2020, che ha reso disponibili oltre 850 milioni per la riqualificazione del patrimonio residenziale sociale, la rigenerazione del tessuto socio-economico e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici. Nello specifico, per partecipare al bando «Qualità dell’abitare» l’Amministrazione comunale colligiana ha individuato, come aree sulle quali intervenire, la ex villa Maccari, storica abitazione dell’artista Mino Maccari a San Marziale, e lo stesso Sonar, con le aree verdi circostanti. In questo senso, è stato prodotto uno studio di fattibilità, firmato dall’architetto Francesca Ameglio, per partecipare al bando. L’intervento complessivo sulle due aree vedrebbe, nello studio, una spesa complessiva di oltre 4,5 milioni di euro, affrontabile soltanto con un robusto contributo della Regione. L’Amministrazione comunale, infatti, ha ritenuto di approvare lo studio solo dal punto di vista tecnico e con l’obiettivo di trasmetterlo alla Regione per ottenere un finanziamento, impegnandosi da subito, nel caso venissero ottenuti, ad inserire gli interventi nella programmazione triennale delle opere pubbliche. In caso di mancata concessione dei fondi, il Comune ha sostanzialmente confermato che l’intera operazione sarà sostanzialmente annullata, sicuramente a causa della mancanza di una sufficiente copertura economica.

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