UNA SEPARAZIONE LUNGHISSIMA

Separati dal Covid: la storia del grevigiano che non vede la fidanzata russa dallo scoppio della Pandemia

Manetti: «Dateci la possibilità di riabbracciarsi».

Separati dal Covid: la storia del grevigiano che non vede la fidanzata russa dallo scoppio della Pandemia
Chianti fiorentino, 12 Settembre 2020 ore 12:22

Separati dal Covid: la storia del grevigiano Leonardo Manetti  che non vede la fidanzata russa Valeria da febbraio a causa della Pandemia.

Separati dal Covid

L’amore non è turismo. Recita così lo slogan di molte coppie cosiddette miste, separati dai confini e dalle restrizioni legate al virus. Non possono incontrarsi perché il loro rapporto non è riconosciuto legalmente e uno dei due sta in Paese extra Schengen. Riabbracciarsi è un diritto, dice Leonardo Manetti che da febbraio non vede la sua Valeria. «Stiamo insieme da un anno – ha raccontato il grevigiano – Ed è dal 28 febbraio che non ci possiamo vedere. Lei abita in Russia e poco prima del lockdown si trovava in Italia». Separati dal Covid e dai divieti previsti dal Governo per gli spostamenti nei paesi extra Schengen. E non ci sono solo coppie, ma anche padri, perché non residente in un Paese dell’Unione europea, che non hanno potuto riabbracciare i propri figli. Proprio per difendere tutte queste persone che ne è nato anche un movimento: Love is not tourism. L’amore non è turismo, appunto.
«La scelta di chiudere le frontiere per contrastare l’emergenza sanitaria è stata, ed è tuttora, comprensibile e necessaria. È stato di vitale importanza porre un freno al turismo per proteggere i nostri cari e noi stessi. Ma l’amore non è turismo e una relazione stabile non può essere equiparata ad una vacanza estiva» ha detto Andrea Iannozzi, portavoce del movimento #LoveIsNotTourism Italia. L’Italia ha assunto fin da subito lo scomodo ruolo di apripista nella battaglia al Coronavirus e le inevitabili misure di sicurezza intraprese nel nostro Paese in primis e successivamente nel resto del mondo hanno pesantemente gravato non solo sulle imprese, ma anche sulle famiglie e le coppie separate dai confini Schengen. Il movimento chiede al Governo l’elaborazione di provvedimenti ad hoc che favoriscano il ricongiungimento, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza che si renderanno necessarie. Insomma, un appello alle autorità degli Stati membri e le compagnie di viaggio ad allargare l’esenzione per le famiglie anche ai partner. «Chiediamo che il ricongiungimento tra partner non sposati venga considerato una ragione essenziale per l’ingresso da paesi terzi, quindi vista l’ordinanza del ministro della Salute 28 marzo 2020, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’ordinanza del 22 marzo 2020 adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell’Interno e del Dpcm 22 marzo 2020, che il cittadino non comunitario esibisca un certificato attestante la negatività al Covid-19 mediante un test effettuato non oltre le 72 ore antecedenti al viaggio oppure, in caso di impossibilità ad ottenere il suddetto test, si sottoponga a quarantena per un periodo di 14 giorni». Senza prendere in considerazione il punto cieco in cui, senza un’adeguata attenzione alle molte sfaccettature della problematica e una corretta legislazione, le coppie binazionali d’Italia rischiano di incorrere. «Ad ora – ha spiegato ancora Iannozzi – non sussiste (quasi) alcun problema per le coppie unite in matrimonio o registrate presso il registro delle unioni civili, che equipara i diritti nascenti dal matrimonio. Coloro che non possono riunirsi sono i cosiddetti fidanzati, ovvero coloro che hanno una relazione stabile, ma non hanno ancora avuto modo di ufficializzare l’unione (con matrimonio o registrazione). Si consideri che, qualora si usi come metro per definire una “relazione stabile” la residenza – cosa che quando si parla di coppie made in Italy non accade – per i nuclei binazionali è un serio problema: per poter avere l’iscrizione anagrafica dal proprio partner straniero (che compaia quindi sullo stato famiglia) è necessario il permesso di soggiorno, per il cui ottenimento l’iter burocratico è, se possibile, ancora più lento del periodo pre-Covid». Tanti i sostenitori in tutto il mondo. I governi di Francia, ultima grande arrivata, Germania, Danimarca, Norvegia, Svizzera, Islanda, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Finlandia hanno già provveduto a rispondere all’azione di #LoveIsNotTourism inserendo le coppie aderenti al movimento tra quelle esenti dal divieto di ingresso. In Italia intanto tutto tace, nonostante i tantissimi appelli.

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