Cronaca
Poggibonsi

Senza più una casa, «siamo stati sfrattati»: La storia di una coppia poggibonsese

A quella che una volta era la loro casa sono stati messi i sigilli a causa di alcuni debiti del vecchio proprietario dell’appartamento.

Senza più una casa, «siamo stati sfrattati»: La storia di una coppia poggibonsese
Cronaca Val d'Elsa, 27 Giugno 2021 ore 11:05

Sfrattati. E’ la dura realtà con cui stanno facendo i conti Serena Barbato e Anastasius Deledda. Una storia che parte dal 2019 e che oggi, loro malgrado, trova la parola fine con lo sfratto. Lo scorso 14 giugno, infatti, sono stati costretti a lasciare quella che era la loro abitazione, per ritrvarsi un appartamento di fortuna. E’ proprio Barbato a ricostruire l’intera vicenda.

«Da circa due anni l'appartamento in cui abitiamo è stato pignorato al nostro vecchio proprietario dal tribunale di Siena, a causa di vari debiti pregressi. Dal 2019 quindi paghiamo un’indennità di occupazione a quest'ultimo, regolarmente. Dal 2019 abbiamo iniziato a riscontrare problemi col tetto, che non essendo più isolato adeguatamente, provoca durante l'inverno e durante forti e continue piogge, problemi di umidità e di infiltrazione in una camera dell'appartamento».

Poi, cosa è successo?
«Essendo un lavoro extraordinario abbiamo più volte contattato tramite email il tribunale di Siena, per chiedere la riparazione o quanto meno l'autorizzazione a poter fare dei lavori. Di tutta risposta, dopo un sopralluogo di un esperto stimatore, un anno dopo le nostre prime segnalazioni, il tribunale di Siena rappresentato dal giudice Mennella, ha deciso di inviarci un ordine di liberazione dell'immobile».

Con quale motivazione?
«Hanno dichiarato che il tribunale non può farsi carico dei lavori e preferendo in pratica farci finire in strada o nel migliore dai casi, dividendo la nostra famiglia poiché a me è stato proposto l'inserimento in una casa condivisa dove né il mio compagno né i miei gatti potrebbero venire ed ovviamente nemmeno i miei beni materiali, che andrebbero o pignorati o gettati via».

E dopo?
«Abbiamo già provato a fare ricorso tramite un avvocato, ma ci è stato respinto senza nessuna motivazione valida e alla richiesta di liberazione dei locali è stata aggiunta la volontà del tribunale di voler far portar via i miei animali domestici dall'Usl locale. In tutto questo, la data ci è stata segnalata solo 1 mese fa».

Quindi lo sfratto di lunedì scorso
«Esatto, il 14 giugno. Tra le altre cose né l'Usl né i vigili del fuoco hanno dichiarato l'inagibilità dell'appartamento . Chiediamo l'aiuto ed il supporto di tutti e tutte, ma soprattutto delle forze politiche locali per evitare che la nostra famiglia finisca in strada o divisa».
Adesso come vi siete organizzati?
«Attualmente viviamo in un appartamento provvisorio. La casa come previsto è stata sigillata il 14 in presenza di forze dell'ordine e dei rappresentanti dei servizi sociali».

Non sarà facile lasciare tutto.
«Ho provato una forte sensazione di impotenza. Per la prima volta mi sono sentita umanamente e ingiustamente sconfitta, senza alcuna soluzione. Ad oggi non sappiamo quali possano essere le prospettive. Ci stiamo mobilitando per fare il possibile e risolvere questo guaio, che non dipende da noi».

Chi vi ha dato una mano in questa situazione?
«A livello istituzionale solo e ripeto solo Monica Sottili, una consigliera dei 5 Stelle. I componenti del partito del Carc ed un mio amico che si chiama Giacomo Burresi, lui si è occupato di aiutarci a trasferi