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Cerimonie

Sei un invitato al matrimonio? Prego il certificato

Regole precise, distanziamento, mascherina, ma anche un pass che servirà per partecipare ad un matrimonio

Sei un invitato al matrimonio? Prego il certificato
Cronaca Siena, 05 Giugno 2021 ore 09:00

Sposi più leggeri e meno carichi di responsabilità. Sono tante le possibili disposizioni dettate dal protocollo per i matrimoni, che è stato proposto dal Comitato tecnico scientifico per le nozze a partire dal prossimo 15 giugno. Abbiamo chiesto a delle organizzatrici poggibonsesi di matrimoni Francesca Grassini, la responsabile generale del progetto Divina Fortezza e la destination wedding ,Simona Coltellini un commento a quanto recentemente stabilito.

«Sicuramente è un passo in avanti per quanto riguarda il panorama dell’organizzazione di matrimoni. Il nostro è un progetto iniziato pochi anni fa, dopo un anno di start up, però, è arrivato il Covid. L’idea era quella di smuovere questo settore anche nel territorio. Il nostro progetto nasce proprio all’interno della città sfruttando le nostre bellissime zone e location, in particolar modo la Fortezza. L’idea è quella di creare una filiera anche di fornitori locali».

Sembrerebbe non esserci nessun tetto al numero degli invitati, se non in ordine ai metri quadrati di spazio a disposizione. Sarà, però, obbligatorio il Covid pass, il certificato che attesta la vaccinazione avvenuta almeno con la prima dose, ben 15 giorni prima della cerimonia, la guarigione da Covid o un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti.

«Sono ancora disposizioni poco chiare – ha affermato Francesca Grassini – Nel 2020, praticamente e sostanzialmente, i matrimoni sono stati tutti bloccati. Quest’anno, invece, qualcosa sta ripartendo. La speranza è quella di un anno migliore. Nel 2020 ci sono stati svariati problemi anche perché c’erano troppe incertezze.Il nostro è un lavoro dove si deve programmare tutto, anche oggi in parte c’è questo problema».

Feste di matrimonio, quindi, solo con il tampone, ma rimarrebbe l’indicazione di disporre i tavoli ad una distanza minima di 2 metri tra loro, 2 e mezzo quando possibile. «Gli ospiti – ha proseguito Grassini – dovranno presentarsi con una certificazione. Le disposizioni ad oggi non bastano per avere chiarezza su come poter portare avanti il lavoro di programmazione. Servono dettagli e vogliamo capire come si dovranno comportare anche i lavoratori del comparto durante la festa. Gli sposi si sentono addosso la responsabilità di organizzare un assembramento, perché il matrimonio questo è».

Il green pass – ha dichiarato Grassini – è uno strumento importante, però, basterebbe quello, senza ulteriori disposizioni o senza eccessivi distanziamenti, altrimenti si creano delle contraddizioni».

Altra disposizione per tutti, sposi compresi, è quella dell’obbligo di indossare la mascherina, sia negli ambienti interni, quando non si è seduti al tavolo per mangiare, che all’aperto.

«Il punto focale – ha concluso Grassini – è quello di tranquillizzare, in questo momento, gli sposi di fronte a queste normative. Occorre programmazione. È possibile essere felici il giorno del matrimonio, anche con questa situazione. Anzi oserei dire doppiamente felici. Le attese dello scorso anno prolungano il desiderio. Vorrei sottolineare che la figura dell’organizzatore del matrimonio è in questi casi fondamentale, perché è l’aiuto per tutti i dettagli. Sta a significare avere qualcuno che guida tutti i fornitori affinché la giornata segua la scaletta prefissata. Questa è una sicurezza in più».

Francesca Grassini, responsabile generale del progetto Divina Fortezza e la destination wedding ,Simona Coltellini hanno analizzato le nuove disposizioni del Governo