San Gimignano, un paese sotto choc dopo la morte di Dario Bianchi

Il ricordo del San Gimignano Sport e del SangiAmatori.

San Gimignano, un paese sotto choc dopo la morte di Dario Bianchi
Val d'Elsa, 09 Febbraio 2020 ore 10:11

E’ una comunità in lutto quella di San Gimignano dopo la morte di Dario Bianchi, il 21enne rimasto vittima in un incidente a Certaldo. Tanti i messaggi di cordoglio per un ragazzo tanto amato. « Tutta la società Florentia San Gimignano si stringe attorno alla famiglia di Dario Bianchi, al SangiAmatori, la squadra dove giocava e al San Gimignano Sport, dove era cresciuto, e a tutti i suoi amici e conoscenti. Dario seguiva sempre le nostre ragazze, dava una mano al Bar quando poteva e anche ieri era con noi allo stadio. È uno dei volti che ci ha accolto a San Gimignano. Le parole non sono mai adatte».

Un altro messaggio toccante è stato scritto sulla pagina Facebook del SangiAmatori.

«Dario, piangiamo la tua scomparsa ricordando i sorrisi che ci hai sempre regalato. Un raggio di sole così intenso da illuminare le nostre corse, le nostre partitelle, le nostre vite ogni tarda sera a Belvedere, rendendo quasi non necessaria l’accensione dei riflettori sul campo. Ti sei subito distinto nella personale lotta ai congiuntivi: ti abbiamo dato il benvenuto ufficiale nella famiglia dei SangiAmatori e ci hai risposto “Ancora di preciso non so, ci sta che vada solo in palestra”. Poi sei arrivato al campo, in preparazione».

Ricordi che si intrecciano e frasi che rimbombano in testa per chi a quel ragazzo dal sorriso semplice voleva bene. Scrivono ancora dal SangiAmatori: «Ci fosse stato un solo giorno nel quale non tu abbia abbandonato le ultime 3/4 posizioni del gruppo: “Ma che siete storti oh, mi fa più sete di Bear Grylls quando dorme nel deserto dentro un cammello… che non lo guardavate voi?”. Col tempo abbiamo conosciuto la tua esuberante personalità, il tuo mood da stralunato. “Paro, ma che vuol dire ingegnere edile?” Che volendo posso progettare la costruzione di case. “Ah.. c’ho un albero in giardino, me lo fai diventare una casa di legno?”. Quanto altro potremmo raccontare, quanto altro avremmo voluto condividere insieme rincorrendo quel pallone che con facilità scaraventavi dentro la porta avversaria. Più che mai vogliamo stringerci in un eterno abbraccio alla tua famiglia nella consapevolezza che rimarrai sempre tra noi, tra cinesini e birilli, tra ostacoli e porticine. Ci vediamo martedì all’allenamento, alle 20 pronto».

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