Cronaca

Rischio pedaggio sull’Autopalio, alla Camera un odg per dire «no»

A mettere la pulce nelle orecchie al deputato del Pd, Luca Sani, la costituzione di una nuova società di Ansa che dovrà gestire i raccordi a due corsie.

Rischio pedaggio sull’Autopalio, alla Camera un odg per dire «no»
Cronaca 09 Novembre 2021 ore 17:36

Era il 2011 quando si parlava del pedaggio sulla Siena-Firenze. Una gabella che allora mise tutti d’accordo sul fronte del «no». Non solo per le pessime condizioni della rete viaria che collega due delle principali città toscane, Firenze e Siena appunto, ma anche per le ricadute economiche sul territorio. Allora si stimava che per le aziende ci sarebbe stato un aumento dei i costi che sfiorava i diecimila euro. Fin qui la storia. Negli anni poco è cambiato. Le pessime condizioni dell’Autopalio sono ormai cosa nota: un percorso ad ostacoli con gli interminabili lavori e l'assenza delle corsie di emergenza. Ma adesso a mettere la pulce nelle orecchie, come si suol dire, e a mettere le mani avanti è il deputato del Pd, Luca Sani. È dei giorni scorsi la discussione alla Camera dei deputati dell’ordine del giorno su un possibile pedaggio sulla Siena-Firenze. Il documento, che impegna il Governo «a non inserire il pedaggio nei tratti stradali della rete viaria gestita da Anas già completati o interamente finanziati con risorse pubbliche», è stato accolto come una sorta di raccomandazione. Fatto sta che l’Esecutivo non si è espresso nel merito della questione.

Ma riavvolgiamo il nastro e ricostruiamo la vicenda. È sempre l’ordine del giorno di Sani a venirci in aiuto. Tutto parte da un decreto che autorizza Anas Spa alla costituzione di una nuova società per svolgere l’attività di gestione delle autostrade statali in regime di concessione. La nuova società è interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ed è qualificata come in house, essendo quindi sottoposta al controllo analogo del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità Sostenibili. In parole povere, Anas costituirà una società che poi dovrà gestire i tratti autostradali a due corsie.

«Questo cambiamento – ha osservato Sani – potrebbe portare a nuove forme di gestione e quindi anche ad un possibile pedaggio. Negli anni scorsi è stata già ventilata la possibilità di mettere a pedaggio alcune strade a quattro corsie e raccordi autostradali per i quali non era previsto alcun pagamento. Le nuove norme, quindi, potrebbero essere preliminari all’introduzione di pedaggi su alcune strade a quattro corsie e raccordi autostradali già realizzati o interamente finanziati con risorse pubbliche. L’introduzione del pedaggio si ripercuoterebbe inevitabilmente sui pendolari e sulle aziende presenti in tali territori che utilizzano queste strade frequentemente, anche a causa di una viabilità alternativa spesso non presente o non adeguata».

Da qui l’odg per invitare il Governo a chiarire che la norma che autorizza la costituzione di una nuova società per svolgere l’attività di gestione delle autostrade statali in regime di concessione non prefiguri l’introduzione di pedaggio su strade, gestite da Anas, già completate o interamente finanziate. Anas gestisce ad oggi circa 32mila chilometri di strade e autostrade: in particolare la rete comprende più di 1.300 chilometri di autostrade e raccordi autostradali non a pedaggio in gestione diretta. Tra queste appunto la Siena–Fieenze. E speriamo che sia solo uno scrupolo in più e non che abbia ragione quel famoso detto di Giulio Andreotti: a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.