Cronaca
a lieto fine

Rischia di soffocare in sala, il racconto del barista di Impruneta che lo ha salvato

Il fatto è successo in un bar di Impruneta e non è sfociata in tragedia grazie alla prontezza di riflessi del barman, Gianni Cardì, che a "Chiantisette" ha raccontato quel che è successo.

Rischia di soffocare in sala, il racconto del barista di Impruneta che lo ha salvato
Cronaca Chianti fiorentino, 05 Dicembre 2021 ore 08:47

Salvato da chi ha avuto il coraggio di intervenire senza pensarci troppo su e nel giro di pochi secondi è riuscito a tornare a farlo respirare quando il fiato ormai stava venendo meno. E’ quanto accaduto lunedì scorso a un uomo sui 45 anni, che stava pranzando al «Caffè Incontro» di piazza Accursio da Bagnolo e che improvvisamente si è trovato con un boccone in gola che non riusciva più a deglutire e lo stava soffocando. La testimonianza pubblicata da "Chiantisette" e "Valdelsasette" nella cronaca di Impruneta nel numero in edicola dal 26 novembre scorso.

Il salvataggio in un bar di Impruneta

A raccontarci la storia è proprio l’autore del salvataggio, Gianni Cardì, che lavora come barman allo stesso caffè e che è subito accorso appena ha sentito chiedere aiuto.

«Sono stato attirato dalle voci allarmate di due persone che si trovavano all’interno della saletta - ha ricordato - e quando sono entrato ho trovato una persona sui 45 anni distesa sul tavolo, in pratica in stato di incoscienza. Dicevano di chiedere l’intervento dell’ambulanza e della squadra di soccorso, ma siccome mi sono ricordato che qualche anno fa ho seguito un corso Bls con la Misericordia proprio qui a Impruneta ho provato a intervenire direttamente, praticando la manovra di Heimlich, e per fortuna sono riuscito a fargli espellere il boccone». Così il malcapitato ha potuto ritrovare il respiro. «Si è ripreso e si è messo seduto per riaversi dallo choc subito, che deve essere stato forte; poi lo abbiamo assistito fino a quando, una volta recuperate le forze, dopo una ventina di minuti se ne è andato. Gli abbiamo anche chiesto se voleva che chiamassimo l’ambulanza o farsi accompagnare in ospedale, ma ha rifiutato dicendo di sentirsi bene».

Forti le emozione del barman. «In un primo momento sono stato soprattutto contento, ma dall’altro lato sono rimasto anche un po’ come traumatizzato, la notte e il giorno dopo non ho fatto che ripensare a quanto era accaduto. Certo non mi sembra di aver fatto qualcosa di particolare. Vorrei invece che passasse il messaggio che di situazioni di arresto cardiaco o respiratorio ce ne sono purtroppo tante e servirebbe un po’ di cultura da parte di tutti, è necessario che ci si impegni a frequentare dei corsi per imparare a fare queste manovre salvavita, che possono rivelarsi utili anche in famiglia. Non deve passare il concetto che è meglio non intervenire, anche per paura di recare danno. Le istituzioni in questo senso dovrebbero darsi più da fare per incoraggiare i cittadini e potenziare la dotazione dei defibrillatori sul territorio, che però servono solo se c’è chi li sa adoperare. Altrimenti rimangono lì inutilizzati».

Gianni ha anche un suo sogno professionale che ha deciso di svelarci: «Ho avviato questa estate una ditta di catering, vado a fare eventi privati con un food truck e il forno a legna o con il carretto dei gelati. Ho già preso parte a più di 50 matrimoni in tutta la Toscana ed è davvero una cosa che mi piace molto e mi dà delle soddisfazioni. Spero che per me possa diventare nel prossimo futuro un’attività sempre più importante».