L'intervista

Riapertura delle scuole a gennaio: non ci sono mezzi di trasporto sufficienti

Le dichiarazioni del presidente del Cda di Tiemme, Massimiliano Dindalini, rilasciate l'11 dicembre scorso a "Chiantisette" e "Valdelsasette".

Riapertura delle scuole a gennaio: non ci sono mezzi di trasporto sufficienti
Cronaca Siena, 19 Dicembre 2020 ore 16:26

L’intervista pubblicata da “Chiantisette” lo scorso 11 dicembre al presidente del Cda di Tiemme Spa, Massimiliano Dindalini, che fa il punto in vista della riapertura delle scuole superiori per il prossimo 7 gennaio.

Riapertura scuole, tutti i dubbi sui mezzi di trasporto pubblici

Massimiliano Dindalini lo scorso agosto è stato confermato presidente del Consiglio di amministrazione di Tiemme Spa.. In attesa dell’evoluzione della vicenda della gara unica regionale, l’assemblea ha optato per una scelta in continuità pur con l’avvicendamento alla vice presidenza.
Atm Spa, assieme a Train Spa di Siena, Lfi Spa di Arezzo e Rama Spa di Grosseto, è una delle quattro società madri che nell’agosto 2010, 10 anni fa, hanno dato vita a Tiemme Spa. La società in questo momento si occupa anche del trasporto pubblico locale a servizio delle scuole.

Nelle ultime settimane è stata prospettata la riapertura delle scuole, dopo le festività natalizie. Del resto lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato che non appena la situazione ritornerà sotto controllo il primo intervento sarà quello di ripristinare la didattica in presenza nelle scuole. Per il Governo rimane prioritario consentire agli studenti di poter recuperare al più presto la ricchezza di una offerta didattica incentrata sulla interrelazione personale in presenza tra docenti ed alunni e degli alunni tra loro.

Sotto questo aspetto il presidente Dindalini nel periodo da settembre fino all’attivazione della Ddi (ex Dad) aveva sostenuto che in relazione al «servizio su una capienza al cinquanta per cento, le uniche linee dove dovremmo potenziare sono quelle che si occupano del trasporto dei ragazzi alle medie e di alcuni corsi universitari alle Scotte. Ci sentiamo di rassicurare i passeggeri, siamo in condizione di implementare il servizio. La fase è molto complicata, il personale ha dato grande prova di attaccamento al lavoro. Abbiamo operato mettendo in atto tutto ciò che i dpcm ci ha obbligato a fare: mascherine obbligatorie, distanziamento sociale a bordo ed una capienza massima dell’80% con le scuole aperte. La capienza l’abbiamo fatta rispettare attingendo al mercato degli autobus da noleggio. Adesso la fase è nuova, i contagi sono risaliti e il Governo ha proposto la Dad il cui effetto è evidente nel Tpl che ha una capienza sotto il 50%».
Ultimamente, però, sono state espresse molte perplessità sulla riapertura a gennaio.

Presidente se le scuole riapriranno il 7 gennaio, sareste pronti per poter riprendere il servizio di trasporto pubblico?

«Con scuole completamente aperte e soglia massima al 50% a bordo, in Italia come anche nei nostri territori, non esistono mezzi a sufficienza per far fronte alla domanda di trasporto degli studenti, considerando anche i mezzi privati come già fatto nelle precedenti settimane. Ad oggi, in Toscana la proposta dell’assessore regionale Stefano Baccellidi prevedere il cinquanta per cento di studenti in aula e il cinquanta per cento con didattica a distanza è una delle soluzioni praticabili».

Quali possono essere le soluzioni possibili per il tpl per rispondere a questa esigenza?

«Se il sistema scolastico volesse andare al cento per cento della scuola in presenza, occorrerà, per i motivi che abbiamo sempre detto (a partire dalla disponibilità dei bus), andare verso una rimodulazione degli orari di scuole e dei trasporti evitando i picchi. Scuole e trasporti devono dialogare tra di loro. Ben vangano quindi i prossimi appuntamenti promossi dal neo costituto comitato permanente della Regione Toscana per entrare nel merito delle esigenze di ciascun territorio e valutare le misure necessarie per garantire la ripresa didattica, prevenendo qualsiasi tipo di rischio, in un’ottica che punti alla continuità anziché al singhiozzo che ha contraddistinto i primi mesi di scuola».

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