SAN GIMIGNANO

Ranza, 5 agenti a processo per tortura: è la prima volta

Il gup del tribunale di Siena ha rinviato a giudizio i poliziotti in relazione al pestaggio subito da un detenuto.

Ranza, 5 agenti a processo per tortura: è la prima volta
Cronaca Val d'Elsa, 27 Novembre 2020 ore 21:25

Per la prima volta in Italia, alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine saranno processati per il reato di tortura. E’ quanto deciso dal gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi, che ha rinviato a giudizio, al termine di una maxi udienza preliminare i 5 agenti di polizia penitenziaria accusati di lesioni aggravate, minaccia, falso ideologico e per la prima volta nel nostro paese, tortura, in relazione al presunto pestaggio di un detenuto al carcere di Ranza, a San Gimignano, avvenuto l’11 ottobre 2018. Ad andare sotto processo saranno 3 ispettori e due assistenti, 4 dei quali difesi dall’avvocato Manfredi Biotti, che ha sempre fermamente respinto tutte le accuse, reputandole infondate. A condurre l’inchiesta la pm Valentina Magnini, della procura di Siena, che ha parlato di un atto particolarmente feroce capace di provocare «acute sofferenze» e di «un trattamento degradante e inumano»: la faccenda ha avuto ampia risonanza nazionale tanto che il leader della Lega Matteo Salvini è intervenuto nel settembre 2019 presso la casa circondariale a difesa degli operatori. Il processo inizierà nel maggio 2021 di fronte al collegio presieduto dal giudice Luciano Costantini. Nel procedimento saranno presenti anche 7 parti civili, tutte associazioni a difesa dei diritti dei detenuti.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa e confermato dal detenuto tunisino di 31 anni vittima della violenza, durante un trasferimento da una cella all’altra sarebbe stato selvaggiamente pestato. Calci, pugni e colpi molto violenti, anche quando il detenuto si trovava a terra. Il pestaggio, condito da minacce e insulti a sfondo razziale sarebbe stato testimoniato anche da altri carcerati, a loro volta malmenati. Oltre ai cazzotti, gli agenti – sempre secondo il racconto della vittima lo avrebbero costretto ad abbassarsi i pantaloni, a mo’ di scherno e di umiliazione. Nel corso dei vari interrogatori ai carcerati, il gruppo di poliziotti sarebbe stato descritto come particolarmente temuto e deciso ad imporre con la forza il proprio controllo sulla popolazione carceraria. Oltre ai 5 già finiti a processo, ci sono altri 10 soggetti la cui posizione sarà decisa più avanti.

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