L’arresto

Poggibonsi, ragazzo minaccia la madre di morte per ottenere dei soldi, in carcere per maltrattamenti

Chiedeva il denaro per comprare la droga

Poggibonsi, ragazzo minaccia la madre di morte per ottenere dei soldi, in carcere per maltrattamenti
Cronaca Val d'Elsa, 27 Dicembre 2020 ore 11:01

“Ai Carabinieri di Poggibonsi intervenuti, una donna di 51 anni di Poggibonsi, riferiva che non ne poteva più delle continue ed ossessive richieste di denaro da parte del figlio trentenne, sicuramente da spendere per la sua dipendenza dagli stupefacenti.

Una escalation di comportamenti maltrattanti a danno della donna che, timorosa per la propria incolumità, cominciava ad avere seriamente paura di quegli isterismi, delle minacce,  ricatti e  danneggiamenti degli arredi del modesto appartamento che con lui condivideva, così da chiedere aiuto ai Carabinieri della Stazione di Poggibonsi che – attivando immediatamente il “codice rosso” – raccoglievano con celerità gli elementi di riscontro così da richiedere misure di contenimento del giovane che però continuava nei suoi atteggiamenti innalzando la sua potenzialità offensiva. Infatti, l’uomo, non curandosi dei provvedimenti richiesti nei suoi confronti, nei giorni scorsi, nella sua solita richiesta di denaro minacciava la mamma di morte, qualora non fosse stato accontentato, ordinandole – la mattina seguente – di andare a prelevare la somma richiesta.

La donna, uscendo di casa, incontrava una pattuglia di carabinieri del Nucleo  Radiomobile della Compagnia di Poggibonsi che, ascoltata la sua richiesta di aiuto, la accompagnavano dinanzi l’uscio di casa, nascondendosi dietro la porta.

A quel punto il figlio, sicuro di essere solo fra le mura domestiche, dava seguito ai suoi propositi pretendendo con le minacce i soldi e, alle resistenze della madre, iniziava a distruggere alcune suppellettili, provocando l’intervento dei militari  a tutela dell’incolumità della signora.

Tanto  bastava per arrestarlo in flagranza di reato di tentata estorsione e maltrattamenti familiari.

Dopo gli atti di rito il ragazzo veniva condotto in carcere a Siena a disposizione della Procura della Repubblica di Siena per rispondere dei suoi comportamenti”.

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