DECRETO RILANCIO

Più soldi in busta paga: a chi spetta e come ottenerlo

Sono scattati infatti gli incrementi degli stipendi previsti dal Decreto Rilancio, che di fatto sostituiscono il bonus Renzi.

Più soldi in busta paga: a chi spetta e come ottenerlo
Siena, 22 Luglio 2020 ore 14:28

Scattano 100 euro in più in busta paga. L’aumento è previsto già nel mese di luglio (si vedrà con lo stipendio di agosto). Infatti, in base al nuovo provvedimento, chi ha fino a 28 mila euro di reddito, il beneficio mensile sarà di 100 euro. Per i redditi più elevati e fino a 40 mila euro di redditi, il bonus si trasforma in una detrazione fiscale che decresce via via che si va verso compensi più elevati, fino ad azzerarsi nel caso della soglia massima. Queste le novità del dl Rilancio. I dipendenti non dovranno fare nulla, ma saranno i datori di lavoro, come sostituti d’imposta, a regolare le buste paga di luglio.

Non importa se siete dipendenti pubblici o privati
Dal primo luglio, 16 milioni di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato potranno beneficiare della riduzione del carico fiscale sulle loro buste paga, grazie alla rideterminazione dell’attuale Bonus 80 euro che ne amplia l’ammontare e ne estende la platea.
Il beneficio nelle retribuzioni erogate da questo mese salirà così fino ad un massimo di 100 euro netti al mese e verrà corrisposto fino ad un reddito annuo complessivo di 40.000 euro. La platea dei nuovi beneficiari è di circa 4,2 milioni di lavoratori che si aggiungono agli 11,7 milioni di percettori del bonus 80 euro.
La riduzione del cuneo fiscale per i redditi da lavoro dipendente e la revisione complessiva della tassazione verso una maggiore equità costituiscono due delle principali linee di azione del Governo che ha introdotto il nuovo Bonus Irpef nell’ultima Legge di Bilancio. La busta paga godrà di un incremento che può arrivare fino a 100 euro per ogni mese lavorativo (1.200 euro su base annua) per tutti i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28mila euro. Il beneficio sarà di 100 euro per i lavoratori con un reddito compreso fra i 26.600 ed i 28.000 euro, mentre per quelli con un reddito tra 8.173 euro e 26.600 euro su base annua, il beneficio sarà un’integrazione fino a 100 euro del bonus attualmente percepito. Complessivamente, per i nuovi beneficiari, si tratterà di un aumento medio della busta paga pari a 485 euro nel 2020.

Nel settore pubblico, la riduzione delle tasse in busta paga interesserà una platea di quasi 3 milioni di dipendenti nel 2020. Oltre il 54% dei beneficiari appartengono ai comparti sanità e scuola.
L’obiettivo è quello di rilanciare i consumi, nettamente ridotti nei mesi di lockdown. Ma attenzione perché non spetta a tutti. Infatti, chi riceve altri introiti lo dovrà restituire. Al momento della dichiarazione dei redditi se si sfiora i massimali perché si è ottenuto anche altri introiti, come può essere ad esempio l’affitto relativo alla seconda casa, in questo caso scatta l’obbligo della restituzione, che può avvenire rateizzato. Oneroso anche il costo per lo stato. Infatti, l’aumento degli stipendi ha un peso di 7.45 miliardi all’all’anno.

Premio ai lavoratori
Tra le novità di quest’anno ci sono stati anche i 100 euro in più in busta paga per i lavoratori che a marzo hanno svolto la prestazione sul luogo di lavoro (quindi non in smart working), in proporzione ai giorni lavorati. Spettava ai lavoratori con reddito fino a 40 mila euro, al dipendente qualora avesse svolto la propria prestazione lavorativa in presenza in tutti i giorni previsti dal contratto, indipendentemente se in full time o part time.

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