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L’allarme

Piazza Arnolfo sta cadendo a pezzi

Nonostante i recenti lavori, la pavimentazione appare gravemente deteriorata agli occhi dei cittadini Brutte condizioni anche per il monumento ai caduti. Indispensabile adesso un nuovo restauro

Piazza Arnolfo sta cadendo a pezzi
Cronaca Siena, 05 Giugno 2021 ore 16:00

Piazza Arnolfo sta cadendo a pezzi. E’ questo il segnale d’allarme che si leva dai colligiani, sempre più preoccupati e allo stesso tempo indignati, per le condizioni nelle quali versa la piazza principale del paese. A neanche dodici anni dall’ultimo, massiccio intervento di restauro, che cambiò completamente il volto di quello che dall’inizio del secolo scorso è sempre stato il cuore pulsante della vita cittadina, la piazza sta subendo un degrado progressivo e sempre più veloce, che ha spinto molti cittadini a chiedersi in che modo siano stati fatti i lavori e quale fosse la qualità dei materiali utilizzati, oltre a domandare con sempre maggiore insistenza una nuova tornata di lavori.

Le imponenti modifiche effettuate negli anni 2009-2010 avevano fatto sperare che, per diversi decenni, Piazza Arnolfo non avrebbe avuto bisogno di ulteriori modifiche: oltre allo spostamento dell’obelisco dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, che aveva attirato l’attenzione dei media di tutta la Toscana, l’intervento aveva compreso il totale rifacimento del fondo dellapiazza e della pavimentazione, oltre alla realizzazione, in una delle due metà, di una fontana, che aveva sostituito il parcheggio che l’aveva occupata per decenni.

E’ stata invece proprio la pavimentazione la prima a cedere: già da alcuni anni, infatti, le mattonelle hanno iniziato a sbriciolarsi, lasciando il posto a crepe e buche, spesso riempite, semplicemente, con qualche mestolata di cemento per eliminare il pericolo per i pedoni. Il problema, a quanto dichiarato nei mesi scorsi dal vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Stefano Nardi, sarebbe legato alla scelta dei materiali: questi, infatti, sarebbero risultati troppo sensibili all’escursione termica stagionale, contraendosi in inverno e dilatandosi in estate, e finendo, inevitabilmente, per fratturarsi. Altro problema è l’illuminazione, soprattutto sul lato della fontana: dopo i lavori erano stati installati dei led nella pavimentazione, molti dei quali, però, sono ormai non funzionanti o addirittura spezzati, lasciando esposte all’aria delle barre di ferro o addirittura dei componenti elettrici, potenzialmente molto pericolosi, soprattutto per i bambini. Una eventuale sostituzione si è subito rivelata molto difficile, proprio per il particolare sistema con il quale l’illuminazione è stata installata: per riparare i led, infatti, sarebbe necessario rimuovere una grossa parte della pavimentazione. E’ chiaro che l’intervento sarà eseguito solo quando sarà messa in atto una ristrutturazione complessiva del fondo della piazza: il Comune ha annunciato che è in corso la progettazione dei lavori, che però risultano complessi, costosi e non di breve durata. Un problema non da poco, soprattutto per le molte attività commerciali e ristorative che insistono suPiazza Arnolfo.

Merita una citazione a parte il Monumento ai Caduti, realizzato negli anni ’20 e inaugurato da re Vittorio Emanuele III: l’obelisco versa infatti in pessimo stato di manutenzione, con la vegetazione che è cresciuta nelle intercapedini tra le pietre, le parti in rame ormai completamente ossidate e le scritte in lettere di bronzo gravemente danneggiate, a causa della rimozione da parte dei vandali di diverse porzioni, e ormai sostanzialmente illeggibili. Già la precedente Amministrazione aveva annunciato l’intenzione di intervenire per un restauro, idea confermata da quella attuale, con l’intenzione di realizzarla addirittura entro i pimi cento giorni di mandato, ma entrambe sono rimaste bloccate di fronte all’intransigenza della Sovrintendenza alle Belle Arti. La manutenzione dell’obelisco, infatti, avrebbe dovuto essere realizzata in parallelo alla sistemazione delle scritte, ma proprio queste si sono rivelate un problema molto più serio rispetto a quanto chiunque avrebbe potuto pensare: la Sovrintendenza, infatti, ha bocciato tutte le idee per sostituire la scritta con una targa in bronzo, oppure con un’incisione direttamente sulla pietra, o ancora, per l’installazione di una protezione in plexiglass di fronte alle lettere, in modo da evitare che vengano nuovamente sottratte. Una situazione di stallo, dunque, mentre il monumento resta nelle stesse, pessime condizioni.