Cronaca
La richiesta

Piazza Arnolfo è ancora in pessimo stato, l'area necessita di attenzione e manutenzione

L’amarezza dei colligiani per lo stato di un luogo simbolo della città nel suo centro

Piazza Arnolfo è ancora in pessimo stato, l'area necessita di attenzione e manutenzione
Cronaca Val d'Elsa, 04 Aprile 2021 ore 16:00

Se venisse chiesto a un qualsiasi colligiano quale sia il cuore pulsante della propria città, risponderebbe quasi sicuramente piazza Arnolfo, area del centro. Per decenni la piazza principale, realizzata alla fine del XIX secolo, è stata il fulcro non solo del commercio, ma anche della vita sociale di Colle. Un ruolo che è andato calando negli ultimi decenni, ma che è rimasto nel cuore dei residenti, soprattutto di quelli di una certa età. Anche per questo sono molti coloro che protestano per le attuali condizioni nelle quali la piazza versa. Basta infatti una passeggiata in piazza Arnolfo per rendersi conto che è sempre più urgente un restauro accurato di tutta la zona, che presenta numerosi problemi di manutenzione, al punto da poter essere, in alcuni casi, pericolosa per i passanti anche solo leggermente disattenti.
Il punto centrale della questione è certamente lo stato della pavimentazione. Benché piazza Arnolfo abbia vissuto un rifacimento integrale nella seconda parte degli anni 2000, infatti, le mattonelle del fondo sono ridotte in uno stato decisamente preoccupante: «Molte sono letteralmente frantumate – hanno dichiarato i residenti del centro –. Hanno iniziato a sbriciolarsi pochi anni dopo il termini dei lavori, e ormai sono in condizioni pessime. In molti punti della piazza ci sono buche molto larghe e profonde, dove è facile inciampare. Diverse persone, negli ultimi tempi, sono cadute e si sono fatte male, sarebbe necessario intervenire prima che accada qualcosa di grave. A peggiorare la situazione contribuisce sicuramente l’impianto di illuminazione installato contemporaneamente ai lavori. La maggior parte dei LED, oltre a non funzionare da anni, sono ormai danneggiati, con i vetri rotti e l’impianto elettrico esposto, con tutti i rischi a questo connessi, in particolare per i più piccoli. Tentare una riparazione è tutt’altro che facile: essendo incassati nella pavimentazione, infatti, una sostituzione richiederebbe lavori relativamente estesi. Nei casi più gravi è stata trovata una «soluzione» temporanea con l’installazione di coperture in metallo che però, con il passare del tempo e dei pedoni, hanno iniziato a incurvarsi, diventando a loro volta delle potenziali trappole.
La questione ha raggiunto a più riprese il Consiglio comunale, con le forze politiche colligiane che hanno sollecitato un intervento decisivo. L’Amministrazione ha dichiarato di avere in corso la progettazione di un rifacimento integrale della piazza, oltre che un’analisi delle ragioni per le quali l’opera realizzata poco più di dieci anni fa si sia degradata così rapidamente. Un lavoro che, però, richiederà tempi e costi decisamente elevati, e che è reso ancora più complicato dalla fase d’emergenza che la città, come tutta Italia, sta attraversando a causa della pandemia, con spese molto accresciute e incassi diminuiti.
Il problema della piazza però, non si limita soltanto al rischio di caduta per i pedoni: anche l’occhio infatti, come si suol dire, vuole la sua parte, e ciò che colpisce è, senza dubbio, la condizione del monumento ai caduti, diventato famoso anche fuori dalla città nel 2008 quando, durante i restauri, venne integramente spostato dal centro della piazza grazie all’intervento di due gigantesche gru. L’obelisco versa in pessime condizioni di manutenzione: invaso da muschio ed erbacce, presenta le scritte dedicate ai morti colligiani nel primo conflitto mondiali ormai virtualmente illeggibili, a causa della sottrazione di numerose lettere in bronzo. L’attuale sindaco Alessandro Donati, nel corso della sua campagna elettorale, aveva promesso un intervento entro i primi cento giorni dalla sua elezione, ma si è trovato ben presto a doversi scontrare, come già avvenuto all’Amministrazione precedente, con le regole imposte dalla Sovrintendenza alle Belle Arti. Tutte le proposte di modifica per ricreare la scritta ed evitare nuovi casi di vandalismo (dall’incisione delle lettere direttamente sulla pietra alla sostituzione con una targa in bronzo, fino all’apposizione di una lastra di plexiglas a protezione), che avrebbero dovuto essere la premessa ad un più ampio intervento di manutenzione, sono state rifiutate, portando al rinvio dei lavori a data da destinarsi.