La ripresa

Palestre a Poggibonsi, si ricomincia: per Borghesi «sarà dura, ma che bello riaprire»

Intervista al titolare dell'attività in provincia di Siena

Palestre a Poggibonsi, si ricomincia: per Borghesi «sarà dura, ma che bello riaprire»
Chianti senese, 06 Giugno 2020 ore 13:36

Ripartenza in salita. Ma una ripartenza con il sorriso per Sandro Borghesi. Lunedì scorso è stato giorno di riapertura, dopo lunghe settimana di stop, per le palestre di tutta Italia. Fondata nel 1967, anche la Palestra Borghesi a Poggibonsi, di cui Sandro è il titolare, ha ripreso a muovere i primi passi. Certo le difficoltà non mancano: tra le restrizioni per evitare il diffondersi del Covid-19, il periodo di chiusura, la crisi che ha colpito ma non sappiamo economicamente quanto in profondità. Sandro prende il buono.

Borghesi, che ripartenza sarà?

«Difficile per il settore. Le limitazioni igieniche ci penalizzano, soprattutto per quanto riguarda la doccia a fine allenamento. Ecco, qui a mio avviso ci poteva essere una maglia un po’ più larga. A parte questo riprendiamo la nostra attività e questo è positivo. Io vedo molte persone ben disposte, nel senso che hanno molto migliorato il loro senso civico. C’è senso di responsabilità».

Prima faceva riferimento alle norme igieniche.

«Se penso alla limitazione degli ingressi che abbiamo, alla fine di questa prima settimana di lavoro farò i conti e credo proprio che si apra a rimessa».

Lo vede un periodo duro.

«Sì. E’ una ripartenza, un investimento per il futuro che io faccio volentieri però, ribadisco, a rimessa».

La paura delle persone, nel frequentare luoghi come una palestra, è un aspetto che pesa molto?

«La paura è uno degli aspetti da considerare, l’altro invece sono le limitazioni che dobbiamo seguire, vedi ad esempio la doccia. E poi secondo me si deve riflettere anche su un’altra cosa».

Quale?

«In 21 giorni si crea una abitudine ed in 71 si consolida. Chi era abituato ad allenarsi a casa quotidianamente potrebbe continuare a farlo, tornando quando ci saranno minori limitazioni o addirittura azzerate. Ci sono tante concause che possono mettere in difficoltà questo settore».

Ne vede altre?

«Il tempo. La calda stagione certo non ci dà una mano».

Diceva delle restrizioni per la doccia.

«A livello di normativo, in futuro, penso che si debba andare ad  incidere qui. E’ un punto molto importante».

Ha visto timorosi quei clienti che già al primo giorno hanno deciso di tornare in palestra?

«Ho visto persone soddisfatte e vogliose di ricominciare. A parte le limitazioni dal punto di vista igienico, consideri che durante l’allenamento ci si può allenare senza guanti e senza mascherina. Si deve indossare la mascherina durante gli spostamenti».

Un po’ come andare al ristorante.

«Esatto. Arrivi al ristorante con la mascherina, ti metti a sedere e te la levi per dover mangiare e poi la indossi quando devi andare via. Ci sono delle restrizioni quando si tratta di incontrare persone. Ribadisco, ho visto persone molto serene. La cosa positiva è che con tutti hanno fissato un appuntamento successivo».

Cosa ha pensato quando è scoppiata la pandemia?

«Quando hanno chiuso le scuole io ho chiuso la palestra in via preventiva. Io sono un tipo super ottimista però…».

Però?

«Ho pensato che fosse la terza Guerra mondiale. Le scuole si chiudono solo durante una guerra. Così venerdì 6 marzo decisi di chiudere».

Le prossime saranno settimane delicate?

«Molto delicate. Serve enorme senso civico e qui ce lo abbiamo. A Poggibonsi non ho visto una persona senza mascherina».

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