musica

Padre e figlio, la coppia che ha fatto divertire Tavarnelle in quarantena

L’iniziativa di Marco Cavuoti che insieme a suo figlio Gioele di 10 anni ha tirato fuori consolle e dischi, cominciando a far ballare e cantare Via delle Fonti

Padre e figlio, la coppia che ha fatto divertire Tavarnelle in quarantena
Chianti fiorentino, 13 Maggio 2020 ore 18:25

Il tempo passato in quarantena è stato difficile per molti. Il mondo si è fermato ed i cittadini, nelle proprie abitazioni, sono restati a guardare, ad aspettare. Le quattro mura degli appartamenti sembravano stringersi ogni giorno di più. È in questo contesto anormale, piatto e quasi senza tempo che nasce l’iniziativa di Marco Cavuoti, idraulico di professione e dj e noleggiatore di strumentazioni più per passione, che insieme a suo figlio Gioele di 10 anni ha tirato fuori consolle e dischi, cominciando a far ballare e cantare Via delle Fonti e gran parte del paese. «È nato tutto per scherzo – ha iniziato a spiegare Cavuoti – Le prime volte siamo stati più tranquilli mettendo ad esempio l’inno italiano, poi abbiamo aumentato un po’ ma sempre stando attenti a non disturbare. Quando sono arrivati i primi riscontri positivi rispetto alla musica, abbiamo alzato il volume. Ce lo hanno chiesto».
In paese Marco ha sempre partecipato ad iniziative e manifestazioni per i cittadini e fa parte anche dell’organizzazione del cinema Olimpia. «Le persone hanno cominciato a fare foto e video – ha continuato Cavuoti – Quindi la cosa si è sparsa e tutti erano d’accordo. Abbiamo continuato ogni fine settimana. Ad un certo punto mio figlio mi ha chiesto di andare in magazzino e prendere il giradischi con i vinili. Io non vedevo l’ora ovviamente. Quindi abbiamo tirato fuori tutta la strumentazione per la musica. I bambini restano affascinati dai vinili. Si chiedono come possa nascere la musica da una semplice puntina che batte su un disco». Ma non è soltanto la musica ad aver intrattenuto i cittadini durante il weekend. «Abbiamo optato per l’organizzazione della tombola – ha proseguito – Ho detto a tutti di scaricare le cartelle del gioco dal web ed ognuno metteva in premio qualcosa che aveva in casa. Ad esempio un sugo, un pacchetto di pasta e cose simili. Nei balconi si posizionavano con la propria seggiola e si giocava o si ballava. Ovviamente senza mai esagerare, magari poteva esserci chi non era d’accordo. Però hanno partecipato sempre tutti con entusiasmo, pensa che proprio la scorsa domenica mi hanno chiesto quando avremmo rigiocato a tombola tutti insieme. In queste settimane mi hanno mandato un sacco di messaggi e questo mi ha fatto davvero tanto piacere». Nel silenzio della quarantena e di un periodo con molte insicurezze, si è creato un momento di aggregazione sociale anche stando ben separati gli uni dagli altri. «Era il momento forse più difficile – ha concluso – la vita sociale era persa, non c’era, e ci voleva davvero poco per tirare fuori un po’ di entusiasmo. Nel male delle cose si è cercato il meglio. Spesso nei condomini ci si rompe le scatole a vicenda. In questa occasione invece siamo stati uniti e nessuno ha mai detto nulla contro la cosa. Penso che da queste settimane si possa scoprire un modo nuovo di rapportarci tra di noi. Sicuramente daremo anche molta più importanza agli eventi e manifestazioni che nella normalità diamo per scontate».

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