L’intervento

Operazione ”Oro pulito”, i Carabinieri di Rapolano restituiscono 50mila euro di preziosi rubati

Operazione ”Oro pulito”, i Carabinieri di Rapolano restituiscono 50mila euro di preziosi rubati
Siena, 19 Luglio 2020 ore 09:44

Presso la Stazione Carabinieri di Rapolano Terme sono terminate le operazioni di restituzione della refurtiva recuperata nel corso dell’operazione “Oro pulito” eseguita dai militari dell’Arma della Compagnia di Siena.

Per la restituzione i Carabinieri hanno confrontato i gioielli inventariati con le denunce a suo tempo presentate: in alcuni casi, in virtù delle indagini effettuare, era già stato determinato con esattezza il proprietario dei monili in oro e delle pietre preziose; in altri casi si è completata la procedura con il riconoscimento materiale degli oggetti, comunque già sommariamente attribuibili ai legittimi proprietari. Il valore dei preziosi – restituiti a dieci persone – ammonta a circa 50mila euro.

I furti erano stati effettuati dalla banda, poi sgominata dai Carabinieri, fra novembre 2019 e gennaio 2020. In quel periodo avevano creato forte allarmismo i furti in abitazione consumati nel comune di Rapolano Terme e molte erano state le richieste di aiuto pervenute ai militari della locale Stazione che avevano immediatamente iniziato un’attività info-investigativa finalizzata ad individuare i responsabili degli atti predatori. La raffica di furti era stata tale da indurre un grave allarme sociale.

Le serrate attività di indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, avevano permesso di arrestare due persone su ordine di custodia cautelare per la successiva restrizione agli arresti domiciliari, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Siena, per il reato di ricettazione dei beni asportati in dieci episodi di furto scoperti, tutti consumati ai danni di anziani domiciliati nel territorio del comune di Rapolano.

Dalle indagini era stato dimostrato che gli arrestati smerciavano immediatamente i gioielli rubati, vendendoli a dei compro oro situati anche fuori dalla provincia di Siena, proprio per cercare di eludere i controlli da parte degli organi investigativi dell’Arma. In questo contesto era stato inoltre denunciato in stato di libertà il titolare di un compro oro che aveva falsificato la documentazione amministrativa per nascondere la provenienza illecita dei preziosi.

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