Cronaca
L’artista Dall’Osso

Omaggio a Santa Verdiana, simbolo di emancipazione

Ieri pomeriggio, in occasione della prima giornata dei “Doppi”, presentazione delle installazioni-sculture del “Giardino segreto” realizzate nell’ambito del progetto “Sante prime donne libere”.

Omaggio a Santa Verdiana,  simbolo di emancipazione
Cronaca Val d'Elsa, 17 Gennaio 2022 ore 11:21

Sembrano ballerine, ma sono in realtà figure oniriche. Rappresentano quel “Giardino segreto” che si rivela appunto nel sogno, il momento in cui riusciamo a entrare a contatto con la nostra intimità più profonda,  fonte preziosa di ispirazione per il cammino che intendiamo seguire nella nostra vita. Sono le venti sculture realizzate dall’artista Davide Dall’Osso e dedicate a Santa Verdiana, patrono di Castelfiorentino, che sono state presentate nella giornata di ieri nel prato antistante al Santuario in occasione della prima giornata dei “Doppi”, la preghiera tradizionale di preparazione alla celebrazione del Santo patrono, che ricorre il 1 febbraio.

Alla presentazione sono intervenuti – oltre all’artista e alla curatrice Maria Vittoria Gozio (Atelier Dall’Osso) – il Preposto Don Alessandro Lombardi, il Sindaco Alessio Falorni, il Vicensindaco con delega alla Cultura Claudia Centi, e la professoressa Francesca Allegri.

L’installazione – che porta come titolo “Giardino segreto” - è la prima di una serie eventi che l’Atelier Dall’Osso, in collaborazione con la Propositura di Santa Verdiana, il Comune di Castelfiorentino e le associazioni del territorio, realizzerà nel periodo compreso fra le due ricorrenze liturgiche legate alla “Santa” ovvero il 1 febbraio e il lunedì dopo la Pentecoste (quest’anno il 6 giugno) nell’ambito del progetto “Sante prime donne libere”, che trae spunto dal titolo del recente volume di Francesca Allegri, dedicato appunto alle donne che fecero le proprie “scelte di vita oltre il loro tempo”.

Le venti figure femminili danzanti, che assumono contorni particolarmente suggestivi di notte, rappresentano il “Giardino segreto”, “un luogo aperto-appartato – come ricorda la curatrice Maria Vittoria Gozio – che è parte di ognuno di noi e che a volte ci si svela, ma soltanto nei sogni. Un luogo di empatia, dove ognuno può diventare ciò che nel profondo sa di poter essere. Racconta di una scelta di emancipazione”. La stessa scelta praticata da donne poi riconosciute Sante, come Verdiana degli Attavanti. “Sante dunque – come ha osservato Francesca Allegri nel suo libro – non tanto in relazione alla loro fede, ma come donne che proprio per mezzo della fede hanno saputo liberarsi dai cappi che educazione, tradizione, credenze diffuse avevano preparato per loro”.

“Più volte Papa Francesco – ha osservato il Preposto, Don Alessandro Lombardi - ha sottolineato la ricchezza e la peculiarità dell’apporto della donna nella vita della Chiesa e dell’intera società. Santa Verdiana per noi è tutt’altro che una donna sconosciuta, i castellani la avvertono come sorella e amica e sanno quanto sia vero che con la sua stessa esistenza ha lasciato un’impronta profonda nella città del suo tempo, nella vita dei suoi contemporanei e come ancora oggi, a distanza di otto secoli, la forza della sua testimonianza abbia voce forte e fascino sempreverde, come suggerisce in certo modo il nome che porta. Sono contento che la sua esperienza di vita, insieme a quella di tante altre donne sante della nostra terra, possa diventare per tutti motivo di riflessione sulla libertà che fiorisce ogniqualvolta una persona realizza il disegno di vita che porta con sé”.

“Siamo felici – ha osservato il Sindaco, Alessio Falorni – di aver presentato quest’opera di Davide Dall’Osso, che segna l’avvio di un progetto più ampio che punta a coinvolgere il tessuto associativo del nostro territorio. Un progetto che scaturisce dall’incontro tra la sensibilità dell’artista e la storia di Verdiana degli Attavanti,  Santa Patrona di Castelfiorentino, simbolo di devozione spirituale ma anche di emancipazione, di cui viene valorizzata in questo caso anche la dimensione terrena. Dai significati che emergono in quest’opera – ha concluso il Sindaco - si può ricavare anche un messaggio prezioso, da consegnare alle nuove generazioni: quello di coltivare i loro sogni, inseguire le loro più segrete aspirazioni. Un messaggio, dunque, quanto mai attuale”.

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