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Nuovo parroco a Casole: ecco chi è

Il parroco, classe 1985 e di origini polacche, ha già preso confidenza con il territorio. In questi giorni seguono altri incontri.

Nuovo parroco a Casole: ecco chi è
Val d'Elsa, 01 Novembre 2020 ore 14:09

«Cercherò di dare una mano, lasciando la porta aperta alle iniziative buone per la nostra comunità parrocchiale». Parte da questo proposito  don Rafal Plichta. Il vescovo di Volterra, monsignor Alberto Silvani, ha mandato un parroco in pianta stabile.

Nuovo parroco a Casole

Così Don Rafal, fino a ieri vice parroco di Castelnuovo Valdicecina, è stato spostato al borgo casolese. Il sacerdote succede a don Cristoforo Bruszewski. Classe 1985, di origini polacche,  da quattro anni è presente in Diocesi. Le prime impressioni del don sono state positive. «Mi piace molto Casole. Sono stato qui tante volte ed ho sempre avuto il piacere di incontrare questa comunità. Sono molto contento di essere stato affidato a questa parrocchia. Ho già trovato tanta accoglienza e credo che sarà una bellissima esperienza. Ne sono sicuro anche se devo ancora prendere le misure perché la parrocchia è estesa territorialmente. Ci sono molti gruppi di preghiera, di catechismo e ci sono tante persone coinvolte nella parrocchia. Il mio programma, però, è chiaro, la preghiera prima di tutto, naturalmente la Santa Eucarestia, lo sviluppo della catechesi e le opere di carità».
Qual è stata la prima attività che ha svolto?
«Prima di tutto vorrei ringraziare i gruppi della nostra parrocchia per l’accoglienza, quindi la nostra Azione Cattolica, i nostri catechisti, il coro, tutte le persone coinvolte nella vita della parrocchia e del nostro paese. Una delle prime attività è stata incontrare le autorità di Casole, ovvero il sindaco, il maresciallo, tutti i carabinieri, la Misericordia e le varie associazioni. Cercherò di dare una mano come potrò, lasciando la porta aperta alle iniziative buone per la nostra comunità parrocchiale. Chiedo di avere pazienza, soprattutto nelle prime settimane e di darmi una mano in questo servizio. Prometto che darò il meglio di me. Comunque sia le mie prime attività sono state quelle di incontrare tutta la comunità dei fedeli. Ogni sera c’è una riunione con i catechisti ed i genitori dei ragazzi. Ho trovato tante persone coinvolte nella vita parrocchiale, tante persone buone. Stiamo cominciando con il catechismo, naturalmente come sarà tra una settimana nessuno lo sa. Per ora abbiamo fatto riunioni online con i genitori. Ho, inoltre, creato anche una pagina facebook che si chiama “Parrocchia di Casole d’Elsa”».
Quando è arrivata la sua chiamata a diventare un religioso e come è arrivato in Italia? 
«Fin da quando ero piccolo facevo il chierichetto, frequentavo la parrocchia ed ho avuto amicizie con tanti preti buoni e generosi. Sono stato sempre vicino a Dio e sono sempre stato a contatto con la vita di comunità, con le famiglie, con i ragazzi. Pian piano durante le scuole medie e soprattutto alle superiori ho sentito questa vocazione in me. Sono prete da dieci anni. Sette anni sono stato in Polonia, come vicario parrocchiale, durante quel periodo ho fatto anche il dottorato in teologia. Ho studiato dove San Giovanni Paolo II ha fatto il professore, a Lublino. Dopo sono venuto in Italia. Era anche una mia richiesta. Avevo il desiderio di venire in Italia e quindi di servire fuori dalla Polonia. Prima non sapevo dove, ma poi c’è stata l’opportunità di Volterra e per questo ringrazio Dio, perché ho trovato la mia casa».

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