IL CASO

Muore bracciante trentaduenne, sul caso l’ombra del caporalato

Tragedia nelle campagne di Castellina. Si tratterebbe di un gesto estremo, al vaglio degli inquirenti i motivi.

Muore bracciante trentaduenne, sul caso l’ombra del caporalato
Siena, 23 Luglio 2020 ore 17:24

Una tragedia ha scosso negli ultimi giorni la comunità di Castellina in Chianti. Il corpo senza vita di un bracciante di nazionalità afghana di 32 anni è stato trovato senza vita, nella giornata di sabato scorso, nelle campagne castellinesi. Stando alle prime ricostruzioni offerte dai carabinieri della compagnia di Poggibonsi, si tratterebbe di un gesto estremo.
A rinvenire la salma, è stato un altro lavoratore dei campi, che ha dato l’allarme. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine, che hanno avviato le prime indagini. Sul caso si muove adesso la Procura di Siena, la quale ha avviato degli accertamenti. Sulla modalità con cui è sopraggiunta la morte non ci sono molti dubbi tra gli investigatori. Si valuta in ogni caso se disporre l’autopsia, per confermare le tesi.

Gli inquirenti vogliono verificare i reali motivi del drammatico gesto. Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri guidati dal maggiore Turini, il 32enne avrebbe già manifestato in passato intenti deliberati, procurandosi svariati atti di autolesionismo. Ma non si esclude che dietro a tutto questo ci possa essere il riflesso di qualche situazione legata alle precarie condizioni di lavoro dei braccianti impiegati dalle cooperative in alcune aziende agricole del circondario, anche se per i carabinieri, al momento, non ci sarebbero elementi che fanno pensare a un collegamento diretto. Le campagne di Castellina, purtroppo, sono balzate più volte agli onori della cronaca per alcuni gravi episodi di caporalato.

Tre anni fa il caso più fragoroso, con l’arresto di tre contoterzisti curdi accusati di intermediazione illecita, sfruttamento e maltrattamenti a danno di quaranta braccianti stranieri, utilizzati come schiavi fra le vigne, dove venivano portati a bordo di alcuni furgoni. Gli operai erano costretti a lavorare per paghe più basse rispetto a quelle concordate per contratto e ad orari estenuanti, oltre che sistemati in appartamenti dormitori che versavano in condizioni igieniche devastanti. Nonostante le numerose inchieste e le indefesse lotte sindacali, si tratta di una piaga ancora attuale (nelle ultime ore, maxi blitz tra Firenze, Pistoia e Prato con 11 misure cautelari) e presente anche in alcune aree del Chianti, che potrebbe aver istigato in qualche modo il 32enne a volerla fare finita, pur di non vivere più quell’inferno.

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