Cronaca
Castelnuovo Berardenga

Morì a 49 anni dopo il vaccino, i legali in aula: «Nuove indagini»

Discussa l’opposizione alla richiesta di archiviazione del caso: «C’è correlazione».

Morì a 49 anni dopo il vaccino,  i legali in aula: «Nuove indagini»
Cronaca Chianti senese, 20 Marzo 2022 ore 12:01

«Si deve indagare ancora, c'è correlazione tra il vaccino e la morte». Continua la battaglia dei legali difensori della famiglia di Valentina Bencini, la 49enne originaria di Montevarchi che a metà luglio fu trovata senza vita, nella sua casa a San Gusmè, 24 ore dopo essersi sottoposta alla prima dose del vaccino anti Covid Moderna.
Martedì al tribunale di Siena si è tenuta l'udienza di opposizione all'archiviazione chiesta dalla Procura di Siena, di fronte al giudice Ilaria Cornetti. Il pm Valentina Magnini ha ribadito la sua richiesta di archiviazione, dopo aver analizzato la documentazione medica redatta dal consulente incaricato, dottor Marco Di Paolo, che determinava come non ci fossero elementi certi, seppur non escludibili a priori, per stabilire una correlazione, da qui l'istanza di archiviare il procedimento.

Una tesi che non ha mai trovato d'accordo i familiari della donna e i loro consulenti, che anche in aula hanno sostenuto la convinzione che che si siano tutti gli estremi per sostenere che la 49enne sia morta a seguito di un evento avverso. Gli avvocati della famiglia, Fabio Cappelletti e Francesca Bonagura, hanno chiesto al giudice altri accertamenti medico-legali, e l'integrazione del fascicolo con prove documentali e sommarie informazioni. A sostegno delle loro tesi c'è la perizia del medico legale di parte Mario Valgimigli, che ha ravvisato elementi di interesse che farebbero propendere per il nesso causale tra siero e improvvisa morte.
Secondo il medico legale che ha esaminato il corpo, la donna è deceduta per arresto cardiaco a seguito di trombosi, La donna non aveva patologie pregresse che sconsigliavano la vaccinazione e godeva di buona salute. A trovarla senza vita fu l’ex fidanzato, chiamato dalla madre di lei che non aveva più notizie della figlia. L’uomo, che aveva ancora la chiave della casa che condivideva con la donna, entrò e fece la drammatica scoperta.

Il giudice ascoltate le due parti, si è riservato la decisione, che non ha termini perentori, e che appare molto delicata e scottante, dal momento che non esiste per adesso una letteratura scientifica che possa supportare le tesi della correlazione, e nemmeno dei precedenti di giurisprudenza. Non sarà certo facile valutare il caso visto che eventi come questi prestano il fianco alle tante polemiche di no vax, complottisti e negazionisti del virus.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter