Moglie gelosa perseguita la “rivale” in amore

Ogni volta che la incontra la inonda di insulti e di minacce.

Moglie gelosa perseguita la “rivale” in amore
Siena, 03 Dicembre 2019 ore 10:10

Moglie gelosa: quando si parla di atti persecutori o di violenza di genere, si pensa solitamente a sistematiche espressioni di aggressività di un uomo dei confronti di una donna, generalmente una moglie o una compagna.

Moglie gelosa perseguita la “rivale” in amore

Tali casi sono purtroppo abbastanza frequenti anche nella tranquilla provincia senese e comportano l’attivarsi di protocolli di legge, quali il “codice rosa”, che attiene a profili di sostegno sanitario e psicologico delle vittime, ed il “codice rosso” che riguarda invece la tempistica con la quale forze dell’ordine e magistratura debbono procedere a sviluppare tutte quelle conoscenze sul caso, che possano in breve tempo portare a delle determinazioni di tutela, ad esempio alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla casa familiare o ai luoghi frequentati dalla donna. Quello che è accaduto ieri in un centro abitato vicino a Siena esula nettamente da tali schemi ma conduce comunque alla ricerca di una soluzione che possa garantire l’incolumità della vittima.

La querela

Una donna ha querelato un’altra donna. Una quarantenne moglie che si sente tradita dal marito, nel merito della vicenda coniugale non abbiamo ragioni ed elementi per esprimerci, avrebbe intrapreso una sistematica opera di vessazione nei confronti della coetanea rivale in amore, avendole questa rubato l’affettività coniugale in tutto o in parte. Ogni volta che la incontra e gli incontri sono ricercati con cura dalla vessatrice, la inonda di insulti e di minacce, tanto da provocarle un’insostenibile stato d’ansia che la conduce alla caserma dei carabinieri di quel paese, ove ha modo di sfogarsi, recriminare, denunciare e querelare l’avversaria, o presunta tale, che le rende la vita impossibile.

Atti persecutori

La descrizione di tali atti persecutori è stata tradotta in un accurato referto trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena e si è così aperto un delicato fascicolo giudiziario. Nel frattempo la vittima è stata resa edotta dell’opportunità di chiamare il 112 ogni volta che si senta concretamente in pericolo e dell’opportunità di rivolgersi a un centro antiviolenza.

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