Minacce di morte alla Sindaca toscana

La solidarietà della Giunta regionale dopo gli ultimi episodi.

Minacce di morte alla Sindaca toscana
07 Dicembre 2019 ore 18:08

Nuove minacce di morte alla sindaca di Empoli, la solidarietà della giunta regionale toscana.

Minacce di morte alla Sindaca

“Un atto doppiamente grave: per le minacce rivolte ad una sindaca e per l’odio razziale di cui sono intrise le parole che l’accompagnano”.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore ai rapporti con gli enti locali Vittorio Bugli condannano la lettera recapitata ieri alla sindaca di Empoli Brenda Barnini: l’ennesima minaccia di morte. La prima era stata nel 2018, poi altre due volte all’inizio di questo novembre. Dunque è la terza lettera in un mese.

La missiva stavolta si compone di poche righe, scritte a mano e con una calligrafia incerta e stentata:

“Guardati le spalle, presto avrai una pallottola nella schiena”.

Le parole di odio anche verso Liliana Segre

E poi la non condivisione della scelta del Comune di Empoli di concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre – senatrice a vita e deportata sopravvissuta ad Auschwitz, ricordata in modo offensivo per il suo essere ebrea – ed altre parole di odio con cui si invita la sindaca a ricordarsi dei suoi cittadini prima di occuparsi di migranti ed extracomunitari.

La solidarietà della Regione

“A Brenda Barnini va la solidarietà mia e di tutta la giunta toscana – commenta il presidente della Regione Enrico Rossi – Il ripetersi sempre più spesso, in Italia ma anche in Toscana, di attacchi verbali (ma anche non solo verbali) di tipo razzista e fascista sono segnali preoccupanti assolutamente da non sottovalutare: dai gruppi neofascisti bloccati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura di recente nel senese all’episodio, sempre a Siena, del professor universitario filonazista che su twitter elogiava Hitler “.

“Si tratta di attacchi inaccettabil e vergognosi – commenta l’assessore Bugli – Non dobbiamo abbassare la guardia. Compito delle istituzioni è impegnarsi a diffondere una cultura fondata sulla cultura dell’antifascismo, soprattutto tra i più giovani, e della legalità: una cultura dove l’avversario non diventa mai un nemico. Per il resto confidiamo che velocemente gli inquirenti possano scoprire gli autori della lettera inviata alla sindaca di Empoli”.

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