POGGIONSI

Materassi, poltrone e copertoni delle auto. Sulla Sp70 è stato abbandonato di tutto

La denuncia arriva da Marco Targi, un cacciatore ambientalista, che spesso ripulisce le strade dai rifiuti.

Materassi, poltrone e copertoni delle auto.  Sulla Sp70 è stato abbandonato di tutto
Cronaca Val d'Elsa, 31 Gennaio 2021 ore 11:00

Rifiuti lasciati un po’ ovunque. Nelle piazzole, nei boschi, ma anche lungo le tangenziali. Succede lo stesso sulla Sp70. La denuncia arriva da Marco Targi , un cacciatore ed un ambientalista. Dedito a passeggiare per i boschi a stretto contatto con la natura, la sua vera grande passione. Si fa triste in volto ed anche deluso nel momento in cui rende noto ed ammonisce su delle situazioni di totale degrado.
La natura viene costantemente violentata da alcuni soggetti che decidono di lasciare i propri rifiuti nei prati, nei boschi e nel paesaggio.


Targi, come fa a conoscere queste situazioni di degrado?

«Io, sono un semplice cacciatore quindi sono sempre in giro. Sempre in mezzo alla natura. Ho la fortuna di conoscere bene il territorio e spaziare. Di conseguenza mi capita spesso di imbattermi in situazioni spregevoli, di immondizia abbandonata nei boschi. Anche se questa immondizia nello specifico quella della Sp 70, ci vuole poco a trovarla. E’ stata lasciata a pochi metri dalla strada. Chiaramente sono rifiuti che sono stati scaricati da persone in modo volontario».

Accade però di trovare immondizia anche nelle foreste?

«Certamente, capita di trovare immondizia e rifiuti anche nei boschi. Quello che vediamo noi cacciatori purtroppo tanti cittadini che vivono costantemente in città non lo vedono. L’abbandono dei rifiuti nei boschi si potrebbe definirlo come una piaga ai più invisibile. Basta ci sia una piazzola ed è facile trovare o dei sanitari scaricati o bottiglie di plastica. Con un semplicissimo sopralluogo qualsiasi valdelsano può capire la condizione di alcuni boschi. Specialmente quando vengono tagliati gli alberi accade che vengono lasciati tutti i rifiuti. Sono un cacciatore, ma sono anche ambientalista. Mi piace che l’ambiente sia lasciato alla sua vita naturale e questo non è un controsenso. Anzi il cacciatore è il primo protettore dell’ambiente».

Da cosa è dato secondo Lei l’abbandono di rifiuti?

«Io non so perché ci sia questo imbarbarimento. Mi ero illuso in una sensibilizzazione delle persone. Ci sono stati anche tanti movimenti ambientalisti, soprattutto di giovani in questo ultimo periodo. Nel quotidiano vediamo, invece, che tante persone buttano rifiuti di plastica dai finestrini delle macchine. Le strade sono diventate delle pattumiere. Una decina di anni fa avevo mosso un’iniziativa come associazione venatoria, per la pulizia di tutte le strade che da Staggia vanno a Poggibonsi. Ad oggi privatamente con mio cognato ci siamo messi a ripulire le varie zone del territorio. Ricordo bene che lo scorso anno in una giornata abbiamo buttato via sei sacchi di immondizia. In quell’occasione si fermò anche un automobilista per aiutarci».

Esistono, però, dei sistemi ben precisi di raccolta.

«Certo, è quello che mi fa indignare maggiormente. A volte è mancanza di sensibilità. Questa immondizia è ingiustificata. Sul territorio c’è la presenza di molte stazioni di raccolta differenziata. Ciò che manca è l’educazione civica, perché gli strumenti ed i sistemi ci sono. Esistono dei servizi gratuiti per il ritiro dei materiali ingombranti. Ho visto intere camere da letto lasciate da sole in piazzole. Viviamo in una zona altamente turistica e non ci facciamo una bella figura. Lo dico perché ci vorrebbe più cura del territorio, abbiamo la fortuna di vivere in uno dei posti più belli del mondo».

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