Cronaca
Colle di Val d’Elsa

Lupi in aumento e all’attacco a pochi passi dalla città

Colpito un piccolo allevamento sulla strada di Boscona, tre pecore sbranate e sei ferite per lo sconforto del padrone

Lupi in aumento e all’attacco a pochi passi dalla città
Cronaca Chianti senese, 21 Novembre 2021 ore 14:00

Tre pecore morte, sei gravemente ferite e numerosi altri danni collaterali. E’ questo il referto dell’attacco subito nei giorni scorsi da un piccolo allevatore di Colle, che ha la sua azienda lungo la strada di Boscona, a brevissima distanza da popoloso quartiere dell’Agrestone. Un attacco che fa pensare immediatamente ad una parola che, ancora nel XXI secolo, non può non provocare un brivido lungo la schiena a chi possiede animali da cortile: lupo. I principali predatori presenti sul territorio italiano, arrivati al limite dell’estinzione nel corso del ‘900 – pur senza sparire mai del tutto dall’area della Valdelsa – hanno conosciuto, negli ultimi decenni, una notevole crescita numerica. Una buona notizia a livello ecologico, ma un problema non da poco per gli allevatori, come dimostra la storia di Giuseppe Lapenta: «Io e mio figlio abbiamo lasciato la sera le pecore in perfette condizioni. La mattina del giorno dopo, quando siamo tornati, abbiamo trovato un massacro: tre pecore erano state sbranate, una delle quali era quasi del tutto mangiata, e altre sei erano state azzannate. Non sappiamo ancora se riusciranno a riprendersi, anche se le stiamo curando con gli antibiotici. E’ la prima volta in più di quarant’anni che ci succede qualcosa di simile, ma altri allevatori della zona hanno subito attacchi analoghi. Difficile dire se si tratti di lupi puri, di ibridi o di cani rinselvatichiti, ma un mio amico aveva installato una telecamera di sicurezza, e l’immagine sembra veramente quella di un lupo». I danni non si limitano alle bestie uccise o ferite: «Le pecore e le capre sono terrorizzate, hanno completamente smesso di dare latte. Alcune erano incinte ed hanno perso i piccoli. Abbiamo dovuto metterle tutte nell’ovile e rinforzarlo, e addirittura pagare per lo smaltimento delle carcasse. Speriamo che la Regione si risarcisca: è giusto proteggere i lupi, ma anche noi allevatori abbiamo diritto ad essere tutelati, un attacco del genere significa perdite molto gravi».

Non è la prima volta che la presenza di questi predatori è segnalata all’interno del territorio urbano di Colle, anche a brevissima distanza dalle case: solo lo scorso anno venne avvistato un animale decisamente simile ad unlupo attraversare la Strada delle Lellere, situata a poche decine di metri in linea d’aria dall’allevamento del signor Lapenta, e pochi giorni dopo il proprietario di un orto sul limitrofo Poggio del Paradiso ha scattato una foto ad una bestia che, nonostante la distanza, lascia decisamente poco spazio a dubbi. I successivi attacchi agli allevatori sembrerebbero confermare la sensazione che un branco possa essersi stabilito nei boschi attorno alla città.

L’incremento nel numero degli avvistamenti e negli attacchi dei lupi ha spinto la Regione a muoversi: per la prima volta in Toscana sono stati infatti attivati un numero What’s App e una e-mail, con le quali allevatori e cittadini potranno segnalare immediatamente eventuali incontri, contatti o problemi legati alla presenza dei predatori sul territorio. L’indirizzo e-mail al quale scrivere è «lupo@regione.toscana.it», mentre la chat su What’s App sarà reperibile al numero 3666817138: «Si tratta – ha spiegato la vicepresidente Stefania Saccardi – dei primi atti concreti messi in campo dalla task force istituita ad ottobre per il problema della diffusione di predatori selvatici sul territorio toscano, e per provare a dare una soluzione efficace ai nostri allevatori, colpiti sempre più di frequente da predazioni da parte di lupi a danno dei loro capi di bestiame. Occorre u approccio pragmatico e immediato: per questo chiederemo al ministro Cingolani un incontro per chiedere alcune deroghe rispetto alle normative attuali». Allo studio sarebbe anche un cambiamento delle procedure per il risarcimento dei danni da predazione, in modo da rendere più semplice e immediato il pagamento dei capi uccisi, nonché un nuovo provvedimento per lo smaltimento delle carcasse, in modo da non farlo pesare sugli allevatori. Notizie che dovrebbero fare piacere al signor Lapenta e ai suoi colleghi, che però per il momento vivono nella paura di nuovi assalti alle loro bestie.