Menu
Cerca
CONTAGI IN CRESCITA

Luca Vigni, direttore della Società della Salute: «Serve serietà di tutti»

Luca Vigni, direttore della Società della Salute: «Serve serietà di tutti»
Cronaca Val d'Elsa, 01 Novembre 2020 ore 14:00

Luca Vigni, direttore della Società della Salute, ha fatto il punto sui casi positivi al Covid in Valdelsa. L’articolo uscito il 23 ottobre su Chiantisette fa riferimento ai numeri di due settimane fa.

Luca Vigni: «Serve serietà di tutti»

Numeri che sono cresciuti da circa tre settimane, tracciamenti più complessi, classi che aprono e chiudono, contagio a macchia d’olio. La seconda ondata c’è. «I numeri sono in crescita progressiva e a fronte dei 64 casi della prima ondata dobbiamo registrare al momento 223 persone in isolamento». A dirlo, il direttore della Società della Salute, Luca Vigni.
Come è la situazione Covid in Val d’Elsa?
«La situazione è rapportabile a quanto sta avvenendo su tutto il territorio nazionale e non solo. Registriamo anche 6 ricoveri connessi al Coronavirus e 3 persone assistite presso l’albergo sanitario. Dall’inizio segnaliamo peraltro 126 persone completamente guarite senza esiti».
Come state affrontando questa nuova ondata?
«In molteplici modi sulla cui efficacia avremo modo di verificare. Aumentando la pressione sulle buone pratiche di igiene e distanziamento sociale, intervenendo sulla popolazione e sui portatori di opinione, collaborando e chiedendo collaborazione con e da associazioni di volontariato, rappresentanti della politica e delle istituzioni, cercando di offrire consulenza e risposte alle innumerevoli domande che i cittadini ci formulano».
Quali sono gli strumenti che avete messo in campo?
«L’Asl ha moltiplicato in maniera esponenziale il numero di tamponi, sia molecolari che antigenici. Il “Drive Trough” lavora quotidianamente in base alle indicazioni regionali e aziendali per identificare i casi positivi. E’ in corso il raddoppio della Usca (unità speciale di continuità assistenziale) per cercare di presidiare la presa in carico dei casi positivi. Vengono effettuati screening quindicinali nelle strutture. Abbiamo contingentato fino alla chiusura l’accesso ai visitatori esterni nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie. L’uso dei dpi è assoluto ed assolutamente raccomandato. La campagna di vaccinazione anti-influenzale è già in atto».
Come avevate preparato gli interventi?
«In modo semplice ed al contempo estremamente complicato, cercando di non abbassare mai la guardia anche nel periodo estivo in cui l’opinione pubblica ha mostrato un evidente calo di pressione. Non abbiamo mai allentato i controlli né ridotto i tracciamenti».
Quali sono gli elementi che possono creare preoccupazione?
«Molti. L’aumento dei casi è quasi sempre riconducibile a comportamenti errati quando non del tutto scriteriati. L’ansia di vita sociale portata spesso agli eccessi, con eventi comunitari slegati da protezioni e distanziamenti, ha condotto a numeri ormai enormi. Numeri che creano incredibili difficoltà per tracciare ed isolare i contatti e per circoscrivere i focolai. Inutile ricordare che un positivo in una classe scolastica genera 30 contatti primari fra compagni ed insegnanti: 2435 contatti primari, anche se 2014 di questi asintomatici, per la nostra zona sono un numero enorme da contattare e seguire. Preoccupa la possibilità di dover limitare gli accessi alla clinica, alla specialistica ed alla diagnostica come successo nella prima fase. Sarebbe un rischio enorme per la salute della popolazione. Preoccupa altresì l’innalzamento progressivo dell’età dei contagiati, con la patologia acuta che si sovrappone ad altre criticità cliniche. Preoccupa enormemente la resistenza della “bolla” delle rsa e delle strutture per disabili dove il rischio di trasmissione e contagio sarebbe massimo».
Le scuole lamentano tempi non brevi nelle comunicazioni, cosa occorre fare?
«Possibile e senz’altro vero, si chiede però la collaborazione massima delle istituzioni scolastiche. Ormai i comportamenti corretti sono standardizzati. Come si debba comportare un contatto stretto di positivo è consolidato, così come identificare lo stesso. Tracciare e contattare tutti rapidamente è impossibile, perdersi in ragionamenti di importanza relativa anche di più. I telefoni di tutti sono in funzione tutti i giorni, ma se non basta occorre la collaborazione. Occorre anche attenersi alle modifiche apportate. Se è vero che ci sono normative consolidate è pur sempre realistico adottare rapidamente i cambiamenti, come ad esempio nella richiesta, redazione ed ottenimento delle certificazioni».

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli