Teatro e cinema

Lo spettacolo è finito: L’analisi su cinema e teatri

Mario Lorini non ha dubbi: «Sarà un impatto devastante»

Lo spettacolo è finito: L’analisi su cinema e teatri
Chianti fiorentino, 08 Novembre 2020 ore 13:00

Un colpo difficilissimo da digerire per teatri e cinema. Il nuovo Dpcm pubblicato domenica 24 ottobre li tiene chiusi. Dopo le settimane primaverili frenetiche a scrivere i protocolli per far ripartire in sicurezza gli spazi dello spettacolo, uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia, ora si torna in lockdown. Le proiezioni cinematografiche sono sospese fino al 24 novembre, così come le attività di spettacolo con pubblico. Eppure in estate qualche occasione di cultura c’è stata. E con la ripresa autunnale – se pur in numeri fortemente ridotti coerentemente alle norme Covid – la sala del Politeama aveva ripreso ad essere frequentata. Per il cinema. Perché ancora di stagione teatrale nessuno parlava. Ora questo seconda ondata porta i luoghi dello spettacolo a pagare ancora pegno.

E’ amareggiato David Taddei, direttore del Politeama, che rivendica il tanto lavoro che è stato fatto: «Noi abbiamo investito per essere in perfetta regola con le normative nazionali per il contenimento del Covid. Abbiamo investito quasi 10mila euro in tutte queste operazioni. Il punto è questo: se le linee guida nazionali erano in grado di garantire la sicurezza, il Politeama è un posto più che sicuro  e doveva restare aperto».

Il Politeama, 600 posti in sala grande e 200 nella sala piccola, con la riapertura aveva scelto di puntare sulla sicurezza. «Abbiamo investito in questo, nel rispetto delle regole e per garantire i nostri spettatori e per invogliarli a venire al cinema senza preoccupazioni –  dice amareggiato Taddei – Abbiamo sanificato tutta la struttura con i tecnici di Sei Toscana, installato schermi di plexiglass, dispenser automatici di gel igienizzante, cambiato tutti i filtri degli impianti di aerazione, installato cartelli e adesivi ovunque, scelto di vendere i biglietti con il posto a sedere numerato. Tutto è stato realizzato seguendo un protocollo che ci siamo fatti redigere da un ingegnere tecnico della sicurezza». 

L’analisi case sulle linee guida approvate in primavera. «Se le linee guida non garantiscono la sicurezza era meglio saperlo subito –  aggiunge Taddei – magari sceglievamo di fare cose diverse, restando chiusi, ricorrendo alla cassa integrazione, non spendendo questi soldi. C’è stata approssimazione ed è mancato, probabilmente, il coraggio di dire tutta la verità. Però questo non è il momento di recriminare, dobbiamo provare a stare uniti per superare al meglio questi mesi difficili». La sensazione è dunque quella di perdere un’occasione. «Speriamo serva – ironizza – teatri e cinema, rispettano il distanziamento sociale, solo il 30% dei posti possono essere occupati, non l’80%. Le persone sono distanti l’una dall’altra almeno 1 metro, anche molto di più. Le volumetrie sono smisurate, i soffitti alti, il ricircolo dell’aria come in nessun altro locale o mezzo pubblico, a doppia mandata: l’aria entra da una parte ed esce da un’altra. Come a finestre aperte. Tutti devono avere la mascherina anche seduti, all’ingresso c’è un registro per tracciare tutti. Sono scarsamente frequentati di questi tempi, sono di gran lunga i luoghi pubblici al chiuso più sicuri. Una volta si diceva la fantasia al potere, sarebbe bastata un po’ di applicazione per tenere aperti i luoghi della cultura».

Ha preso carta e penna Mario Lorini, numero uno dell’associazione nazionale degli esercenti del settore cinema, per scrivere a Conte. «Siamo preoccupati per l’impatto devastante per questo ulteriore stop». Lorini, che gestisce il Cinema Garibaldi e non solo in Valdelsa, non fa giri di parole: ‘«E’ un colpo grave. Il Governo ci ha chiesto un sacrificio, assicurando impegno e valorizzazione dei luoghi della cultura». Pochissimi i contagiati al cinema. Secondo i dati Agis, Associazione Generale dello Spettacolo, su 347.262 spettatori in 2.782 eventi monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti nel periodo che va dal 15 giugno fino ad inizio ottobre si è verificato un caso solo positivo al Covid.

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