IN VALDELSA

Lo ha rimproverato fino a strattonarlo, continuano le indagini serrate in una scuola materna

Le forze dell'ordine stanno visionando le telecamere di videosorveglianza.

Lo ha rimproverato fino a strattonarlo, continuano le indagini serrate in una scuola materna
Val d'Elsa, 13 Novembre 2020 ore 15:26

L’avrebbe strattonato, urlandogli, fino a farlo cadere. Un livido che ai genitori del piccolo sembra essere passato inosservato. Sarebbe questa la dinamica delle violenze all’interno di una scuola materna in Valdelsa. Dinamica e responsabilità tutte da verificare. Le indagini continuano. Per adesso bocche cucite sia da parte dei diretti interessanti, che della dirigenza scolasti. «No comment» è il liet motiv. Perché è sempre più facile correre dietro al sensazionalismo, gridare al mostro anche quando non si ha conferma di eventi ed atti. Lo richiederebbe la società nella quale viviamo, tutta volta all’immediatezza. La velocità di vedere, fare, leggere, ma anche e soprattutto giudicare. È quello che potrebbe accadere anche in Valdelsa. Come detto, sembrerebbe che l’operatrice abbia utilizzato dei metodi troppo bruschi. Ad oggi non c’è niente di certo. Solo l’esposto dei genitori. Le bocche di chi in parte sembra conoscere la storia sono chiuse. Verrebbe da dire con una citazione musicale «come le chiese quando ti vuoi confessare».

Il Fatto

Secondo le indiscrezioni sembrerebbe che l’operatrice sia andata oltre a quello che si addice al suo normale lavoro.
Tuttopare che sia partito da un rimprovero un po’ troppo acceso. Forse, un braccio preso con più forza, seguito da una caduta. Da qui la segnalazione ai Carabinieri da parte dei genitori. L’esatta dinamica e se ci sia stata o meno violenza lo decideranno le indagini. Al vaglio in queste ore ci sarebbero le telecamere di videosorveglianza. Forse diranno qualcosa in più. Intanto il fatto vola di bocca in bocca in paese. Si sa bene che una storia di questo tipo, per fare un altro riferimento musicale, «è una notizia un po’ originale, non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca».

Sicuramente ci sono varie filosofie sui metodi educativi, quello che è certo è che i modi coercitivi, sia che essi siano fisici o verbali, non rientrano tra le possibilità da adottare in ambito didattico. L’indagine vista l’estrema delicatezza è coperta dal massimo riserbo e nulla trapela da parte di chi si sta occupando del caso. Tutto potrebbe (speriamo) concludersi con la constatazione di un equivoco, un errore, un falso allarme.O perlomeno, questa è l’aspettativa da parte di tutti i valdelsani.

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