il resoconto

ll 2020 dei Carabinieri valdelsani: Meno furti, ma tante aggressioni

"E' stato un anno diverso"

ll 2020 dei Carabinieri valdelsani: Meno furti, ma tante aggressioni
Cronaca Val d'Elsa, 04 Gennaio 2021 ore 13:30

Un anno impegnativo, in cui il Covid ha detto la sua anche per la Compagnia dei Carabinieri di Poggibonsi. L’ultimo colpo in ordine di tempo, pochi giorni fa quando i Carabinieri hanno bloccato sulla Autopalio i malviventi in fuga dopo che, pistola in mano, avevano rubato una automobile a Staggia. L’ultimo di una serie. Sì, perché i ladri si erano resi protagonisti di almeno cinque furti su auto e negozi nella zona.  A finire in manette dopo un rocambolesco inseguimento fino all’uscita di Poggibonsi sud, due giovani, M.R, 25 anni di origine russa e D.P.M, 22 anni, di origine polacca.

«E’ stato un anno diverso, non è una banalità – ha commentato il maggiore Sergio Turini, comandante della Compagnia Valdelsana –  Il Covid ha condizionato sia attività repressiva che preventiva della Compagnia dell’Arma».

In questo anno così particolare avete avuto un aumento o meno dei reati?

«Una diminuzione perché la mobilità ridotta ha limitato anche i malviventi.  Durante il primo lockown davvero niente di particolare, neppure furti di auto tanto meno in abitazioni».

Una novità per questa zona che comunque un certo dinamismo ce lo ha.

«La Compagnia di Poggibonsi copre tutto il Chianti Senese e poi fino a Chiusdino e Monteriggioni fino alle porte di Siena, al confine di Firenze e Radicondoli confine Pisa, è un’area antropizzata, attraversata da vie di comunicazioni. C’è gente che si muove, il treno, la stazione e l’Autopalio la rendono facilmente raggiungibile da ovunque. Quindi anche i delinquenti in genere si spostano di più verso di noi. Di conseguenza c’è un’attività intensa rispetto ad altre realtà».

Dal suo osservatorio cosa ha registrato?

«Abbiamo un calo generalizzato sui reati predatori contro la proprietà e i furti. Per quanto riguarda la nostra azione registriamo buoni risultati  sullo spaccio e anche sui reati legati alla violenza in famiglia, sul codice rosso. Abbiamo arrestato decine di persone per vari reati, dallo spaccio semplice a quello organizzato o reati contro patrimonio o reati in famiglia»

Quindi è stato comunque un anno di grande lavoro. Anche causa Covid.

«E’ stata una annata di super lavoro. Abbiamo svolto controlli anti Covid con i nostri 100 Carabinieri in collaborazione con le Polizie Municipali e le amministrazioni comunali con le quali ci siamo interfacciate quotidianamente per collaborare al meglio e fare tutela e prevenzione».

Quale è il fenomeno che più vi ha impegnato in questo anno così particolare?

«Abbiamo notato nei giovani azioni di violenza, risse, aggressioni, minore rispetto verso le forze dell’ordine e verso le categorie più indifese. I giovani hanno perso i punti di riferimento. E’ successo all’inizio dell’estate con risse. E poi reati legati al mondo degli stupefacenti. Con la diminuzione dell’età sull’uso, è tornata l’eroina oltre la coca. La droga leggera è comunque il primo passo da non sottovalutare. Non è automatico, ma quelli che usano droghe pesanti sono passati dalle leggere. E poi alcool con incidenti mortali, ne abbiamo avuto anche in estate gravi. Abbiamo avuto anche arresti per resistenza e anche per estorsione».

Cosa vi aspettate per l’anno che verrà?

«Continueremo a lavorare con lo stesso impegno. Ci auguriamo che tutto questo finisca e che si possa tornare alla normalità anche se ci vorrà del tempo e continueremo a lavorare sui fenomeni legati ai reati predatori, sul disagio, gli stupefacenti e la violenza domestica. Concentreremo ancora l’attenzione sul lavoro nel settore agricolo, già in passato ci sono stati arresti per caporalato. Le aziende agricole sono tante e danno lavoro a migliaia di persone. Noi cerchiamo di tutelarle con le nostre quattro stazioni nel Chianti».

L’agricoltura è un settore importante e qui il lavoro non si è mai fermato. 

«Esatto. I lavori in agricoltura non si fermano per il virus e i Carabinieri ci tengono. Lo abbiamo dimostrato a tutela di questo territorio, sia nella lotta al lavoro nero sia nella lotta contro infiltrazioni di persone che vengono da altri territori e hanno potenza economica diversa nei confronti di aziende in difficoltà. Non è detto che il migliore offerente sia tale, può essere che dietro ci sia riciclaggio e noi dobbiamo stare sempre attenti».

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