COLLE DI VAL D'ELSA

L’intervista a don Alfredo: «Il Natale è un dono immenso»

è da anni un grande punto di riferimento della comunità dei colligiani.

L’intervista a don Alfredo: «Il Natale è un dono immenso»
Cronaca Val d'Elsa, 12 Dicembre 2020 ore 16:01

 Don Alfredo Fabbroni, nato ad Arezzo nel 1936, è da anni un grande punto di riferimento della Comunità dei fedeli di Colle val d’Elsa. La sua mitezza arriva al cuore di tutti. Come un buon pastore di anime è sempre gentile e disponibile. Attualmente ricopre il ruolo di Vicario Parrocchiale nella chiesa di San Giovanni Bosco in Campolungo, ma svolge alcune Celebrazioni Eucaristiche anche nelle altre chiese della città. Questa è la prima settimana del nuovo anno liturgico e dell’Avvento. Tutti i cattolici del mondo si stanno preparando al Natale, che sarà vissuto con i problemi legati alla pandemia.

Don Alfredo, quali sono le speranze e i propositi della Chiesa per questo nuovo anno?

«Ogni anno porta con sé dolori e speranze. Siamo in un momento difficile, ma il cristiano è sempre fiducioso nel futuro, perché sa che da oltre duemila anni è presente il Cristo risorto. “Sarò con voi sino alla fine del mondo”. Questo è il fondamento della nostra Speranza».
Come ci si prepara spiritualmente al Tempo dell’Avvento?
«La preparazione al Natale di Gesù ha tre mezzi fondamentali: frequentazione della Parola di Dio, partecipazione cosciente e attiva all’Eucaristia, e solidarietà fattiva con i fratelli. Inoltre è necessario tendere la mano a chi è più in difficoltà».
L’insegnamento e l’Amore di Cristo sono universali e trascendono l’umanità. Vorrebbe fare un appello ai non fedeli?
«“ Io (Gesù) voglio che tutti gli uomini siano salvi”. Il Natale è un dono immenso per tutte le generazioni. In ogni persona c’è l’aspirazione al bello e al buono. L’apporto che possiamo dare noi cristiani per i non credenti è sempre la testimonianza di una vita gioiosa e disponibile alla massima accoglienza, senza mai giudicare».
Con le distanze e le difficoltà dovute al covid, la Chiesa come riesce a stare unita?
«La preghiera non conosce barriere, raggiunge i fratelli in qualunque longitudine e latitudine. Inoltre oggi ci sono i potenti mezzi di comunicazione, giustamente molto presenti nella Chiesa e nelle singole Comunità».

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