Il caso

Le emissioni della distilleria invadono il paese: «Situazione invivibile»

Ancora nessun controllo sulla nebbia che porta odori nausebondi, i cittadini cercano risposte

Le emissioni della distilleria invadono il paese: «Situazione invivibile»
Val d'Elsa, 28 Giugno 2020 ore 16:46

Una nebbia giallastra da mesi investe Vico d’Elsa. Un «odore nauseabondo», così lo descrivono gli abitanti, crea una situazione invivibile, sia di giorno che durante la notte. Fonte di tutto questo è la Distilleria Deta, nota azienda che da anni risiede in località La Zambra, a pochi chilometri dal paese. I cittadini sollevano da tempo numerosissime segnalazioni del problema che non permette loro neanche di aprire le finestre. Nonostante questo, nelle settimane passate, i fumi continuavano ad arrivare e ad invadere il piccolo paese. Al momento la distilleria è ferma avendo esaurito i giorni di autorizzazione, e non potrà continuare, in teoria fino a gennaio del prossimo anno. È necessario però fare chiarezza sulla questione che, qualora il problema non fosse risolto, riproporrebbe comunque la stessa situazione invivibile per gli abitanti nei prossimi mesi. Tante sono le domande: Perché la distilleria produce questi fumi e odori insostenibili? Dove è il problema? È risolvibile? I livelli di emissioni rientrano nei limiti rispettati dalla legge? Le emissioni sono nocive per gli abitanti?

Rispetto all’argomento il direttore dell’azienda non rilascia dichiarazioni, limitandosi ad un «stiamo affrontato la questione con l’amministrazione comunale». A dare invece chiarimenti sul tema è prima di tutto Arpat la quale ha individuato le cause. «Con gli accertamenti iniziati nel 2019 e conclusi in questi ultimi mesi – hanno spiegato – ha individuato come principale causa dei cattivi odori e polveri segnalate dagli abitanti di Vico d’Elsa o di località Zambra nel camino che convoglia all’esterno, le emissione prodotte dall’impianto di produzione vapore, alimentato a biomasse e che funziona anche da essiccatore della vinaccia. Nei giorni in cui si verifica l’inversione termica, i fumi e i cattivi odori prodotti dalla distilleria invece di disperdersi in atmosfera si schiacciano verso terra e quindi possono essere particolarmente disturbanti per i cittadini che abitano nelle zone di ricaduta (come ad esempio l’abitato di Vico d’Elsa o di località Zambra). Per il superamento di questi problemi, sono già in corso di valutazione modifiche alle prescrizioni dell’autorizzazione vigente. E’ possibile che intervengano anche modifiche impiantistiche più consistenti proposte dall’azienda». Il punto principale resta però che per il momento, «sulle emissioni non sono stati svolti controlli». Si tratta di un problema molto comune nelle zone industriali in cui le emissioni spesso invadono le abitazioni. Il fatto è che non esiste una legge che vieta l’emanazione di cattivi odori. Spesso succede che le norme vengono rispettate, ma i cattivi odori restano ugualmente. Per quanto riguarda l’impatto sulla salute dei cittadini resta il punto interrogativo dopo che Leonardo Passeri, responsabile sicurezza per la USL Toscana Centro dichiara: «Noi non abbiamo fatto controlli per quanto riguarda la Distilleria Deta». Le opinioni dei cittadini sono forti, ma molto dubbiose, come quella di Marco Borgianni, residente nel centro storico di Vico. «La sera, quando bruciano non si sa cosa, è nauseante. Non possiamo tenere la finestra aperta neanche nel periodo più estivo. Non so nemmeno se gli odori siano nocivi o meno. Sono insopportabili, questo è certo. Quando c’è il vento che viene verso di noi arriva aria irrespirabile. Abito nella via principale della parte storica di Vico ed ho anche lo studio di lavoro qui. Prima non dico che era accettabile ma andava a periodi. In questi sei mesi è diventata esagerata, una cosa di tutti i giorni. So che il sindaco si sta dando molto da fare per risolvere la situazione. E la situazione va risolta perché altrimenti a gennaio ripartono e per altri 6 mesi sarà la stessa cosa. Ora è un’azienda grossa rispetto a prima, di cose da bruciare ne hanno tante e la cosa è preoccupante». Altra testimonianza è quella di Giulia Caini, residente sempre nella parte storica. «Quando la mattina si apre la finestre c’è proprio la nebbia a volte. L’odore si sente da lontano. Penso ci siano delle accortezze da prendere, degli orari prestabiliti per le emissioni. Da quando hanno cambiato gestione c’è stato un aumento forte. A orari sono davvero odori forti. Poi andando verso Poggibonsi, si vede proprio la nebbia». Infine, è anche Chiara Giani, altra cittadina, a riportare la sua opinione. «Personalmente non la stiamo vivendo per niente bene. È peggiorata molto negli ultimi mesi. In generale da quando c’è la nuova gestione. Soprattutto in termini di odore, prima solo in determinate condizioni atmosferiche, ora sempre e soprattutto col vento. L’odore è nauseabondo. Si vede proprio l’aria giallastra che invade il paese. Non sappiamo se fanno male alla salute o se è solo un disturbo».

ULTIMO AGGIORNAMENTO

I documenti approvati nella seduta consiliare della scorsa settimana impegnano l’amministrazione a trovare, in sinergia con gli enti proposti e l’azienda, una soluzione definitiva alle emissioni della Deta. «Chiediamo un contatto costante con la popolazione al fine di aggiornarla tempestivamente dei progressi che sono stati fatti in questa vicenda che, sappiamo bene, essere estremamente complessa e di non facile risoluzione». I gruppi consiliari si dicono consapevoli della necessità di elaborare una prospettiva di sviluppo per l’intero territorio e coinvolgere le amministrazioni comunali, vicine di casa, in modo da condividere azioni congiunte di controllo e o miglioramento delle aree industriali.

L’approfondimento completo e gli ultimi aggiornamenti sono su Chiantisette e Valdelsasette

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