L’intervento della Fipe

L’appello di Federazione italiani pubblici esercizi: “Fateci riaprire prima del 1 giugno”

“E’ un disastro. Nel balletto di date è venuto fuori un rinvio. In modo inaccettabile, senza spiegazioni, prospettiva, senza indicazioni, senza aiuti economici. Alla riapertura ci saranno solo macerie”

L’appello di Federazione italiani pubblici esercizi: “Fateci riaprire prima del 1 giugno”
Siena, 27 Aprile 2020 ore 12:55

“E’ un disastro. Non ci sono altre parole. Nel balletto di date di cui tutti hanno parlato nei giorni scorsi poi è venuto fuori un rinvio al 1 giugno. In modo incomprensibile. E soprattutto senza prospettiva, senza indicazioni, senza aiuti economici. Il primo di giugno ci sarà il deserto di bar, ristoranti pub ecc… Solo macerie, fondi vuoti e persone senza lavoro. E allora, noi facciamo qui un appello a tutti i comuni della provincia di Siena, alla provincia, alla regione Toscana, ai parlamentari eletti sul territorio: aiutateci, state dalla nostra parte, fateci ripartire”.

 

Sono arrabbiati, delusi e fortemente critici verso i provvedimenti del governo i ristoratori senesi. “Nessuno mai ha parlato del 1 di giugno in questi giorni. Invece ieri sera è saltata fuori questa data senza spiegazioni tecniche e scientifiche, senza un perché e senza parlare di aiuti economici – fa notare Marco Cioni, presidente Fipe Siena – E’ totalmente inaccettabile. Il discorso del premier Conte, approssimativo e confuso, non solo non ha rassicurato, ma ha messo in luce la debolezza di questa classe politica, l’incapacità a progettare la ripresa, la mancanza di coraggio, di visione e rispetto verso le imprese”.

 

“Siamo persone anche noi. Se il criterio è il distanziamento sociale, ci eravamo già organizzati per ridurre i tavoli ecc… Almeno stavamo lavorando ad una prospettiva. Ridurre il numero di tavoli, fare turni per noi è una modalità cara, diciamolo chiaramente, perché a fronte di uguali costi vuol dire ridurre gli incassi. Ma almeno è una prospettiva. Ora non c’è neppure quella. Siamo ancora al giorno 1. Ma non ci rassegniamo. Perché crediamo nel nostro lavoro. E perché crediamo nei territori in cui operiamo”.

 

“Quello che più sconcerta è che gli interventi di sostegno al sistema economico restano poco più che proclami, incapaci di incidere nella realtà delle cose. Fateci riaprire. Che il governo dia gli aiuti necessari alle aziende. E che il governo sostenga gli enti locali, i comuni – è l’appello di Cioni – Questo è fondamentale perché i comuni devono essere messi in grado di poter rispondere alle richieste delle aziende legate a Imu, Tari, Cosap. Qui ci sono milioni di persone e aziende sul lastrico. Il presidente Conte dice che sono stati raggiunti risultati in Europa? Bene, li vogliamo vedere tradotti in decreti, aiuti economici, azioni concrete. Ora. Niente è più rinviabile”.

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