POGGIBONSI

 L'appello: «Aitatemi mia mamma, si lava con un tubo da giardino»

Invalida al 100% non percepisce l'indennità di accompagnamento. L’appello del figlio per restituire alla madre una vita dignitosa.

 L'appello: «Aitatemi mia mamma, si lava con un tubo da giardino»
Cronaca Siena, 12 Dicembre 2020 ore 14:30

«Mia mamma vive a Staggia Senese, da sola, nonostante l'invalidità al 100%, nonostante la dialisi, nonostante il grave problema alla spalla (cuffia e tendini rotti) nonostante tutto. E’ sempre stata una donna forte. In questo periodo, però si sta spegnendo piano piano, complice anche una quarantena che le ha tolto anche le poche ore d'aria settimanali che le erano concesse. Non percepisce neanche l'indennità di accompagnamento». Sono queste le parole di Luca Bernardini un figlio fortemente preoccupato per la situazione che sta vivendo sua madre, Anna.
Ad oggi Anna vive in una casa popolare (di Siena Casa). Il figlio sostiene che i problemi nella residenza siano molti, in primis la vasca da bagno nella quale – per problemi di mobilità – è impossibile lavarsi. «Quando mi dice che sta per farsi il bagno, vivo quei momenti con l’angoscia e dopo dieci minuti la richiamo per sapere se è andato tutto bene. Questa mattina ho chiamato la proprietà per chiedere dei provvedimenti al bagno, anche una porta d’ingresso nuova, perché ci passano gli spifferi. Mi hanno detto che devo fare una richiesta e che comunque dovrei pagare io il muratore. Ad oggi la situazione è che lei ha un tubo da giardino per annaffiare e si lava in mezzo al bagno».

Le difficoltà di questa situazione sono dettate dal fatto che il figlio abita a Milano, per motivi lavorativi. Distante dalla madre dal 2015. Fino al 2008 abitavano in pieno centro, ma la casa è stata venduta per problematiche economiche. La richiesta della signora Bernardini è quella di spostarsi da Staggia ed andare a vivere in centro. Non tanto per velleità particolari, ma perché «mio fratello ha aggiunto Luca Bernardini – e le mie zie stanno in centro. Le mie zie non hanno la patente e non riescono ad andare a Staggia. Mio fratello, invece, è impegnato familiarmente per molte vicende personali. Se ci fosse un riavvicinamento la situazione sarebbe più gestibile. Mia madre cammina malissimo, vive da sola ed avrebbe bisogno di un aiuto costante. Abbiamo provato a richiedere un appuntamento al sindaco, ma è impossibile parlarci. Con la Coccheri c’era un rapporto più intenso ed anche fattivo».
I problemi sono aumentati, chiaramente, durante la pandemia, dato che la signora, come affermato dal figlio, non ha avuto la possibilità di muoversi quasi fino a settembre. «Psicologicamente – ha continuato Bernardini – vivo male questa situazione, la vivo malissimo. Chiamo mia madre circa 4/5 volte al giorno. La mattina mi sveglio con l’angoscia che non mi risponda al telefono».

La situazione, da come viene descritta è preoccupante, dato che «mia madre tante volte non mangia perché non riesce a cucinare. Non riesce neanche a tagliarsi il pane o una fetta di carne. È seguita dagli assistenti sociali, riceve un’operatrice due volte a settimana per due ore, tempo che prima usava per andare a fare la spesa. Con il Covid tutto si è bloccato perché la macchina in dotazione non è idonea per far salire mia madre dietro».
Dalle parole del figlio si capisce bene che non si tratta di voler accusare nessuno, ma uno sfogo per una situazione insostenibile con la richiesta pressante di aiuto per poter aumentare le ore di assistenza da parte degli assistenti sociali, ma anche un trasferimento in centro, così da ricevere supporto dalle sorelle.