L’addio al grande Narciso Parigi, campigiano famoso nel mondo

Era nato a Campi Bisenzio, nella frazione La Villa dove aveva sempre mantenuto vive le sue conoscenze. 

L’addio al grande Narciso Parigi, campigiano famoso nel mondo
25 Gennaio 2020 ore 10:52

L’addio al grande Narciso Parigi, campigiano famoso nel mondo

E’ morto nella sua casa di Firenze il campigiano Narciso Parigi. Aveva 92 anni, lascia la moglie e i figli Daniela e Andrea. Narciso, cantante e attore era conosciuto in tutto il mondo per la sua voce e i suoi film. Era nato a Campi Bisenzio, nella frazione La Villa dove aveva sempre mantenuto vive le sue conoscenze.

Debuttò a Radio Firenze nel 1944 sotto la direzione del maestro Ariani, affermandosi in breve tempo come “cantante della radio” con le varie orchestre Rai (quelle dirette da Guido Cergoli e Nello Segurini), e in particolare con la formazione di Francesco Ferrari, con la quale collaborò dal 1945 al 1965 (seguendola quando si trasferì a Roma nel 1948).

Il suo repertorio, inizialmente impostato su tipici stornelli o su brani dalla costruzione simile a quella delle stornellate, si apre progressivamente a un repertorio classicamente melodico. Nel 1955 partecipa al Festival di Sanremo con Incantatella in coppia con Claudio Villa e Ci ciu ci cantava un usignol, insieme Natalino Otto e i Radio Boys destinata a diventare un successo internazionale. Nel 1957 è tra i protagonisti di “Voci e volti della fortuna”, il programma radiotelevisivo precursore di “Canzonissima” e abbinato alla Lotteria di Capodanno. Nel 1960 in coppia con Luciano Rondinella vince il Festival internazionale di Firenze con Rondini fiorentine e nel 1962 torna sul palcoscenico sanremese con Vita, in coppia con Giorgio Consolini.

Considerato uno dei più popolari interpreti della canzone italiana degli anni Cinquanta si avvale di uno stile asciutto e sobrio che non abusa di abbellimenti e tenta di colpire direttamente l’attenzione dell’ascoltatore. Il merito è anche di una perfetta dizione e di una tecnica vocale particolare, acquisita proprio nella lunga esperienza di stornellatore, che lo porta a far emergere le sfumature della melodia lasciando che la voce scivoli via come si fa sui doppi sensi degli stornelli. Non canta soltanto stornelli, ma si cimenta con i motivi più in voga di quegli anni facendosi apprezzare per il modo spontaneo e coinvolgente che lo caratterizza.

Narciso era molto amato anche per la sua incisione dell’Inno della Fiorentina. La Canzone viola (conosciuta anche come O Fiorentina o Inno viola) è una canzone fu pubblicata per la prima volta dall’editore Marcello Manni che ne divenne proprietario dei diritti.

I primi tifosi della Fiorentina, riuniti nell’”ordine del Marzocco”, una sorta di viola club ante-litteram, fecero stampare un volantino con il testo di questa canzone, distribuendolo al pubblico dello stadio in Via Bellini, per farlo cantare a tutti i tifosi. Divenne così, dal 1931, l’inno della Fiorentina.

La canzone venne incisa da Narciso Parigi nel 1959 e di nuovo nel 1965; quest’ultima versione sostituì l’edizione originale come inno della Fiorentina. Successivamente lo stesso Narciso Parigi acquisì la titolarità dei diritti.

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