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La vicenda

La «stanza» sotterranea a Colle resta un mistero

Calata una videocamera nel foro aperto nel vicolo di Sapìa, ma tanti sono i dubbi

La «stanza» sotterranea a Colle resta un mistero
Cronaca Val d'Elsa, 03 Aprile 2021 ore 11:30

Non si tratta di una formazione naturale. Questa è, per adesso, l’unica certezza che si ha a Colle, sul grande spazio vuoto rilevato sotto Colle Alta, e arrivato all’attenzione di tutti a causa del crollo che si è verificato, la settimana scorsa, lungo il vicolo di Sapia, che fiancheggia le mura medievali della città.
Sono questi i primi risultati delle analisi condotte dal Comune di Colle, che è riuscito ad appurare l’assenza di danni gravi e di rischi, almeno imminenti, di altri crolli. Per il resto, rimane fitto il mistero sulle origini della grande camera sotterranea che è possibile vedere sotto la voragine aperta nella pavimentazione del vicolo, che ha provocato un’apertura nel lastricato del diametro di poco più di un metro e ha fatto sprofondare anche parte del muro sovrastante. L’ambiente rilevato risulta completamente sconosciuto: negli archivi storici analizzati non è presente alcun rimando a una costruzione sotterranea nell’area, e questo ha, inevitabilmente, scatenato la fantasia e la curiosità dei colligiani che da giorni portano ipotesi più o meno fantasiose sulle sue origini e la sua funzione.
L’Amministrazione comunale ha avviato delle analisi che però, al momento, hanno portato più domande che risposte: «Abbiamo introdotto una telecamera nell’apertura – ha spiegato il sindaco Alessandro Donati –. Per adesso abbiamo potuto appurare soltanto che si tratta di un vano di grandi dimensioni, e che sicuramente non è di origini naturali. Nelle riprese si sono visti, sul fondo della cavità, dei tamponamenti a mattoni, eseguiti chissà quando e chissà da chi. Le certezze, però, si esauriscono all’origine umana della struttura. Potrebbe trattarsi di un’antica opera difensiva, realizzata insieme alla cinta muraria di Colle, oppure di una cisterna per l’accumulo dell’acqua piovana, come diverse altre che si trovano sotto la parte alta della città e che sono conosciute da tempo. Non è da escludere neppure che, semplicemente, si tratti di un locale scavato molti secoli fa per qualche ragione e che poi non sia stato completato, venendo abbandonato e dimenticato. Abbiamo coinvolto la Soprintendenza di Siena e l’archeologo Giacomo Baldini per farci aiutare a fare luce su questo mistero».
Per adesso, però, come ha confermato il primo cittadino, la priorità rimane la messa in sicurezza del vicolo, appurando quali siano state le cause del crollo e, soprattutto, accertandosi che non si possa ripetere: «L’ipotesi più probabile – ha spiegato – è che a causare la frana sia stata una perdita d’acqua da una vecchia conduttura fognaria, che nel tempo avrebbe eroso il terreno che la separava dalla camera: una volta raggiunto il punto critico, si sarebbe generata una frana, sviluppatasi facilmente a causa del grande spazio vuoto sottostante». Una constatazione dovuta ad esperienze pregresse che però non fornisce, in sostanza, alcun indizio sulla funzione del “grande spazio vuoto”. Un mistero avvolto dentro a un enigma, insomma, che solo le prossime settimane e attenti studi potranno, forse, svelare: con ogni probabilità, per appurare in maniera inequivocabile la funzione dell’ambiente arrivato per caso sotto lo sguardo dei moderni sarebbe una vera e propria campagna di scavo archeologico. La sola certezza è che Colle di Val d’Elsa, al di la della sua grande storia, ben conosciuta da tutti, non sembra aver ancora finito di sorprendere.

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