L'intervista

La rivolta delle estetiste: “Depressione e abusivismo a giro”

Le parole di Paola Matteuzzi che ha il suo centro "Estetica Paola" a San Casciano

La rivolta delle estetiste: “Depressione e abusivismo a giro”
Chianti fiorentino, 06 Maggio 2020 ore 11:58

Di coloro che riapriranno entro l’estate, anche gli estetisti sono in fondo alla lista. Una data sembra esserci, 1 giugno ma l’amarezza c’è soprattutto per molti motivi.

Paola Matteuzzi è una storica estetista in paese ed ha il suo studio «Estetica Paola» in via Vignaccia a San Casciano. Fortunatamente, ha detto lei, non ha dipendenti che sarebbero in notevole difficoltà ma la situazione è comunque complicata per molti aspetti e la rabbia, anche al telefono, era evidente.

«Il nostro problema – ha dichiarato Paola che in settimana ha avuto modo di parlare col sindaco Roberto Ciappi e i responsabili di Cna – c’è adesso come ci sarà tra cinque mesi. La distanza non possiamo garantirla, è ovvio. Perciò avrebbero dovuto dirci “come” riaprire, piuttosto che “quando”. Anche perché, sinceramente, non mi aspettavo una data così lontana. Il nostro lavoro prevedeva già prima notevoli norme di sicurezza. Nel mio piccolo centro ho un’autoclave per sanificare l’ambiente, ho comprato mascherine, guanti ed ero pronta ad acquistare anche visiere in plexiglass come i medici. Inoltre, i clienti entravano già uno alla volta».

Perciò, l’unico vero problema è la distanza. Ma allora, ci ha chiesto Paola, come mai i fisioterapisti riprendono a lavorare da lunedì? Mistero. Fatto sta che se l’igiene è fondamentale per la nostra sicurezza, ripartire darebbe un rilancio psicologico anche ai titolari e ai clienti stessi.

«Qualcuno mi chiama tutti i giorni per sapere come è possibile che non si apra – ha continuato Paola – In questo momento di crisi e rischio depressione, se i clienti si vedono trasandati e trascurati, il morale e i problemi psicologici peggiorano. Non è vero che non siamo un servizio di prima necessità. Noi estetisti facciamo in modo che la persona si senta bene con se stessa e con gli altri, e questo non è importante? Si crea un rapporto di fiducia enorme. C’è intesa, confidenza, parliamo di qualsiasi aspetto delle nostre vite e spesso il nostro supporto psicologico è essenziale. Mi manca stare in mezzo alle persone, parlarci. Avrei voglia di rivedere i miei clienti storici e sempre presenti. Domenica sera dopo il discorso di Conte sono andata a letto col magone…».

Poi c’è l’aspetto più difficile, forse. La parte economica, di finanziamenti che non arrivano e tasse che continuano ad essere pagate.

«Ci preoccupa l’abusivismo che si sta creando – ha concluso – Oltre ad essere dannoso per noi è pericoloso anche per i clienti. Ma nessuno sembra voler far niente per fermarlo. Infine gli aiuti dal governo sono insufficienti. A parte i 600 euro, i vari prestiti devono essere restituiti e allora: a cosa mi serve?Purtroppo nella nostra categoria siamo in tanti ma singoli e insieme la nostra voce non viene ascoltata».

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