COLLE DI VAL D'ELSA

La pizza di Stefano Canosci «vola» in Africa

L’obiettivo è aiutare un collega ad aprire un nuovo locale nella capitale del Senegal: missione compiuta

La pizza di Stefano Canosci «vola» in Africa
Cronaca Val d'Elsa, 17 Dicembre 2020 ore 15:30

Insegnare a fare la pizza in Africa. Non è uno scherzo, bensì l’ultima impresa di Stefano Canosci, pluripremiato pizzaiolo colligiano, il cui locale «Chicco» ha di recente ricevuto la terza «fetta» della rivista Gambero Rosso, entrando nell’élite delle pizzerie italiane: approfittando di un periodo di chiusura concomitante all’inserimento della Toscana nella Zona Rossa, infatti, Stefano ha scelto di recarsi a Dakar, per aiutare un altro giovane colligiano in una impresa difficile quanto stimolante: aprire una pizzeria nella capitale del Senegal.
A raccontare questa strana avventura è lo stesso Canosci, che ha messo la sua professionalità a disposizione dell’amico Gabriele Colombo: «Gabriele – racconta – ha sempre lavorato nell’ambito del commercio dei vini, e la scorsa estate ha frequentato il corso da me. La sua ambizione, da tempo, era aprire una pizzeria a Dakar, e, in occasione del corso, gli avevo promesso che mi sarei recato da lui per l’apertura. In seguito sono arrivati i premi, quindi l’occasione sembrava essere sfuggita: sinceramente, se avessi potuto tenere aperto il mio locale in maniera regolare difficilmente il business mi avrebbe consentito di fargli questo favore. Con il lockdown generale, invece, ho deciso di partire».

L’impresa non è stata certamente delle più facili, perché si è trattato di partire praticamente da zero per realizzare qualcosa che, al momento dell’arrivo del proprietario di ‘Chicco’, ancora non esisteva se non nelle idee di Gabriele Colombo: «Quando sono giunto a Dakar – continua Stefano – la situazione era terribile, c’era letteralmente tutto da fare. La sola cosa pronta era il forno. Ci siamo messi a lavorare con grande impegno, abbiamo preparato il giardino, l’angolo pizza ed il resto. Ogni pomeriggio, poi, facevamo esperimenti sugli impasti, perché ovviamente qui tutto, dalla temperatura all’acqua, è diverso rispetto all’Italia. Il risultato della nostra fatica è stato, al quindicesimo giorno, la creazione di un piccolo angolo di paradiso, che il 3 dicembre ci ha permesso di tenere la serata di gala per l’inaugurazione. Abbiamo portato a Dakar un impasto con cinque giorni di lievitazione, che prima non esisteva, e a detta di tutti i presenti si è rivelata la miglior pizza della città. Poi abbiamo introdotto il calzone fritto, che già è tipico del mio locale in Italia e che qui era invece completamente sconosciuto».

A missione compiuta, a Canosci rimane la soddisfazione di un lavoro ben fatto: «Spero sia solo la prima delle consulenze internazionali che farò, mi è veramente piaciuto molto. Abbiamo ottenuto un grandissimo risultato». Stefano è già rientrato in Italia e sta svolgendo la regolare quarantena, con la speranza, una volta conclusa, che la Toscana sia rientrata in Zona Gialla e di poter riaprire le porte del proprio locale. Intanto la sua iniziativa ha destato grande interesse tra i colligiani, che hanno accolto con grande simpatia questa avventura, complimentandosi con Stefano Canosci.

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