Cronaca

Isabelle nasce in casa a Montalcino con l’assistenza degli operatori del 118

La mamma: “Mi hanno aiutato degli angeli”.

Isabelle nasce in casa a Montalcino con l’assistenza degli operatori del 118
Cronaca Siena, 18 Ottobre 2021 ore 19:07

Isabelle nasce in casa a Montalcino con l’assistenza degli operatori del 118

“Mi hanno aiutato degli angeli, sono stati bravissimi e premurosi”. Mamma Anna ringrazia così gli operatori del 118 dell’Asl Toscana sud est, che l’hanno assistita durante la nascita della sua Isabelle avvenuta in casa. Il lieto evento ieri sera, domenica 17, a Montalcino. Alle 21.49 la chiamata alla Centrale operativa del 118 di Siena-Grosseto, perché la signora Anna, alla seconda gravidanza, aveva registrato contrazioni troppo ravvicinate e temeva di non fare in tempo a raggiungere in auto l’ospedale.

Al suo domicilio è arrivata l’ambulanza medicalizzata del 118 con a bordo il dottor Stefan Sandoiu e i volontari della Misericordia di Montalcino, Angelo Bonacchi e Martino Falciani.
Il dottor Sandoiu si è reso subito conto che il parto era imminente e così, con l’aiuto dei volontari, ha predisposto nel migliore dei modi l’ambiente domestico per accogliere la neonata. Alle 22.29 la nascita di Isabelle, poi trasportata dall’ambulanza all’ospedale di Nottola, dove la donna era stata seguita nel periodo della gravidanza, per svolgere il regolare decorso post parto.
“Io e la bimba stiamo bene, è andato tutto liscio e questa è la cosa più importante – racconta la signora Anna –, per questo non ringrazierò mai abbastanza il personale del 118 che è intervenuto a casa nostra. Li ho attesi insieme a mio marito, mia madre e mio padre che fortunatamente erano con me: avrei ovviamente preferito un ospedale, ma gli operatori dell’ambulanza sono stati degli angeli, il parto è stato tranquillo e senza complicazioni. Avevo avvertito contrazioni troppo forti e non me la sentivo di salire in auto, infatti il medico appena arrivato ha detto: ‘La bambina nasce qui’… e lei è stata velocissima. Grazie ancora a tutti coloro che si sono presi cura di noi”.