POGGIBONSI

Inseguimento rocambolesco dei Carabinieri: prima in auto, poi di corsa lungo l’argine dello Staggia

A finire in manette un ragazzo di San Gimignano già agli arresti domiciliari. In carcere anche l'amico che guidava l'auto.

Inseguimento rocambolesco dei Carabinieri: prima in auto, poi di corsa lungo l’argine dello Staggia
Val d'Elsa, 21 Ottobre 2020 ore 14:57

“Nei scorsi giorni, i Carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, nel corso dei normali servizi di istituto, notavano una autovettura condotta da G.G., 19enne del luogo, conosciuto dai militari, con a bordo F.M., 20enne, di San Gimignano, che alla vista dei Carabinieri tentava di nascondersi per non farsi vedere. Tuttavia i militari riconoscevano in quest’ultimo il giovane, sottoposto lo scorso 8 ottobre alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di San Gimignano, il quale pertanto non poteva trovarsi nel comune di Poggibonsi.

Il conducente dell’auto, alla vista dei militari, si dava ad una precipitosa fuga ingaggiando un breve inseguimento con i Carabinieri del Nucleo Radiomobile che riuscivano a bloccarlo in una via del centro.

Il conducente, vistosi raggiunto dai Carabinieri e trovandosi in una situazione che non gli offriva una via d’uscita, con l’intento di far fuggire il suo amico, non esitava ad innestare la retromarcia ed urtare volontariamente l’auto dei Carabinieri. Il diversivo consentiva a F.M. di fuggire lungo l’argine del torrente Staggia ma veniva rincorso, raggiunto e bloccato da uno dei militari dell’equipaggio del Radiomobile. La scena si consumava sotto gli occhi di numerosi passanti ed amici dei due fermati che, una volta condotti in caserma, venivano dichiarati in stato di arresto per i reati di resistenza ad un Pubblico Ufficiale e danneggiamento.

All’esito degli accertamenti venivano trovati anche in possesso di arnesi ritenuti idonei allo scasso portati in macchina senza giustificato motivo ed al conducente dell’auto veniva ritirata la patente di guida per essersi rifiutato di sottoporsi ai test per la guida in stato di ubriachezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

Entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni a disposizione della Procura della Repubblica di Siena”.

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