Il vaccino antinfluenzale potrebbe proteggerci da Covid-19. Lo studio sul Lancet

Secondo i test di un gruppo di ricercatori di Hong Kong alcuni ceppi influenzali potrebbero favorire l'ingresso del virus nell'organismo.

Il vaccino antinfluenzale potrebbe proteggerci da Covid-19. Lo studio sul Lancet
Siena, 14 Maggio 2020 ore 14:07

Il vaccino antinfluenzale potrebbe rappresentare una buona stampella contro il Covid-19. A spiegarlo in un articolo pubblicato da  Lancet è uno studio condotto presso l’Università di Hong Kong. Ovviamente, è bene sgombrare subito il campo dagli equivoci: il vaccino contro l’influenza stagionale non sostituisce quelli attualmente in fase di creazione (e non ancora disponibili) contro la nuova forma di coronavirus, ma potrebbe aiutare sia a distinguere tra le due infezioni, ma soprattutto perché sembra che i virus influenzali facilitino l’ingresso del coronavirus nei polmoni.

 

Vaccinazione antinfluenzale potrebbe proteggerci da Covid-19

Cerchiamo di capire in che modo – stando ai risultati dei test condotti in vitro a Hong Kong – il vaccino contro l’influenza potrebbe rappresentare un prezioso alleato contro Covid-19. La nuova forma di coronavirus riesce a penetrare nella cellula umana mediante la sua proteina Spike che funziona come una chiave capace di aprire una serratura rappresentata da un’altra proteina presente sulle nostre cellule, chiamata recettore ACE2, lo stesso utilizzato in precedenza dal virus della SARS. Ciò ha portato a ipotizzare che elevati livelli di ACE2 nelle vie aeree potrebbero rendere più facile l’ingresso del virus e lo sviluppo dell’infezione nell’organismo. Ciò significherebbe che alcuni ceppi influenzali potrebbero quindi favorire l’entrata del virus nel corpo.

Utilità del vaccino antinfluenzale

I ricercatori di Hong Kong suggeriscono ulteriori approfondimenti sul tema. Prescindendo da questi test, il vaccino antinfluenzale – già caldamente consigliato dai medici, soprattutto per le categorie fragili – potrebbe essere di grande aiuto per tutte le fasce della popolazione. In primo luogo perché avere due infezioni virali che circolano in simultanea nell’organismo è un problema: un soggetto già indebolito dal virus influenzale potrebbe contagiarsi anche con SARS-CoV2. Inoltre vaccinarsi contro l’influenza potrebbe favorire diagnosi tempestive in caso di presenza di sintomi, permettendo ai medici di individuare con più facilità l’infezione da Covid-19, sciogliendo possibili dubbi di avere a che fare con la classica influenza stagionale.

Appelli per la vaccinazione

A fronte di tutti questi elementi l’appello a vaccinarsi contro la prossima influenza è già partito da più fronti. Giuseppe Mele, presidente della Società italiana medici pediatri (Simpe) ha chiesto l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni, con largo anticipo. Ovvero per settembre-ottobre. Anche la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), attraverso una proposta presentata dal presidente Filippo Anelli al ministro della Salute Speranza e al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha chiesto di estendere gratuitamente la vaccinazione influenzale sin dagli over 55.

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