Fase 2

Il nuovo modulo per l’autocertificazione (identico al precedente, che resta valido)

Da stampare. Ecco le indicazioni per compilarlo in caso di vista ai congiunti (e vi spieghiamo chi sono).

Il nuovo modulo per l’autocertificazione (identico al precedente, che resta valido)
Siena, 04 Maggio 2020 ore 10:40

Il nuovo modulo per l’autocertificazione, diffuso oggi – domenica 3 maggio 2020 – dal Governo ricalca il modello diffuso dopo il Dpcm del 26 marzo 2020 (che infatti resta ancora valido, se l’avete già stampato potrete continuare a usarlo).

 

Come usare il modulo se andate a trovare i congiunti

Intanto, Palazzo Chigi ha anche chiarito chi sono i cosiddetti “congiunti” che potremo tornare a incontrare nella Fase 2, a partire da domani:

Coniugi, partner conviventi, partner delle unioni civili, persone legate da uno stabile legame affettivo, parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Nella lista non sono compresi gli amici perché – come chiarito da una nota del governo – “non possono rientrare negli affetti stabili”.

 

Scarica qui il nuovo modulo

 

Nel modulo di autocertificazione non bisogna comunque inserire l’identità dei congiunti per motivi di privacy. Quindi, se andrete a trovare dei congiunti:

1- Voi non sarete obbligati a specificarne il nome;
2- Il poliziotto non avrà facoltà di chiedervelo.

Basterà barrare la casella «situazione di necessità» e poi nel successivo spazio «a questo riguardo dichiara che…» specificare che si tratta di una visita a un «congiunto» inserendo soltanto il grado di parentela ma non l’identità. 

La cronistoria (anche burocratica) dell’emergenza

Venerdì 21 febbraio: scoppia l’emergenza, nasce la “zona rossa”

L’emergenza coronavirus inizia venerdì 21 febbraio 2020, quando vengono resi noti i primi casi nel focolaio di Codogno (in realtà ospedalizzati il giorno prima) e vengono isolati i primi Comuni del Basso Lodigiano grazie a un’ordinanza preparata di gran corsa a quattro mani da Ministero e Regione Lombardia:  nasce così la prima “zona rossa”, a cui s’ aggiungerà il giorno dopo, sabato 22 febbraio, anche quella di Vò Euganeo, in provincia di Padova.

Domenica 8 marzo: Lombardia e 14 province “zona arancione”

La situazione si fa progressivamente sempre più seria in Lombardia e in diverse province soprattutto limitrofe, fino a che il Governo si trova costretto a estendere la cosiddetta zona rossa. E’ sabato 7 marzo 2020, quando vengono annunciate le Misure urgenti di contenimento del contagio che riguardano tutta la Lombardia, in Emilia le provincie di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini; nelle Marche la provincia di Pesaro e Urbino; in Veneto le province di Venezia, Padova e Treviso; infine in Piemonte le province di Asti, Alessandria, Novara e VCO. Quella che informalmente viene definita “zona arancione” entra in vigore domenica 8 marzo 2020.

 

Mercoledì 11 marzo: Italia tutta “Zona protetta” (Io resto a casa)

Bisogna però aspettare fino a mercoledì 11 marzo 2020 per la firma del primo Decreto che fa finalmente elevare l’allerta coronavirus a livello nazionale. E’ il Decreto cosiddetto “Io resto a casa”, che, come annuncia il premier Giuseppe Conte, in pratica rende tutta l’Italia zona protetta, con le stesse limitazioni che prima interessavano la sola Lombardia più altre 14 province (è qui che viene diffuso anche il primo modulo per l’autocertificazione durante gli spostamenti, seguito poi da un secondo con l’obbligo di dichiarare le proprie condizioni di salute.

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