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GREVE IN CHIANTI

Il mondo della scuola contro i parcheggi a pagamento: «Quello che per voi è un simbolo, per noi è sostanza»

Alcuni insegnanti delle medie hanno preso carta e penna per scrivere al sindaco, invitando a riconsiderare la decisione.

Il mondo della scuola contro i parcheggi a pagamento: «Quello che per voi è un simbolo, per noi è sostanza»
Cronaca Chianti fiorentino, 21 Marzo 2021 ore 12:02

L’Amministrazione riconsideri la decisione dei parcheggi a pagamento. «Quello che per il sindaco è una cifra simbolica (50 centesimi), per noi è sostanza». A dirlo sono un gruppo di insegnanti della scuola media Giovanni Da Verrazzano. La loro protesta si aggiunge alle altre che sono seguite nelle ultime settimane. Per questo hanno fatto una raccolta firme.

Chiara la loro posizione. «Il contratto di lavoro di noi docenti, infatti, dopo il 2009 è stato rinnovato una sola volta, nel biennio 2016-2018, con il riconoscimento di un aumento stipendiale minimo. Questa cifra simbolica si aggiunge a quella che già sosteniamo per raggiungere Greve, spese appunto di trasporto privato, ossia usura delle auto e consumi», hanno scritto nella missiva indirizzata al sindaco Paolo Sottani.

«Noi insegnanti non siamo dei privilegiati», hanno evidenziato. Per poi sottolineare con forza che così «non si sostiene la scuola di Greve e i suoi lavoratori nello sforzo di garantire all’utenza un corpo docente stabile che possa assicurare la continuità didattica». Da qui l’invito «a rinunciare a un obolo che per voi è un simbolo, ma per noi è una sostanza».


La lettera integrale degli insegnanti

«Gentile Amministrazione comunale di Greve in Chianti, siamo un gruppo di docenti della scuola media che utilizza il mezzo privato per recarsi al lavoro. Siamo costretti a questa scelta per la carenza di un sistema di trasporto pubblico che ci consenta di raggiungere la scuola con modalità e tempi compatibili con la nostra vita e gli impegni del lavoro stesso. Alcuni di noi insegnano a Greve da molti anni, altri invece da quest’anno.

Numerose notizie di stampa e l’apparizione delle strisce blu nel piazzale Ferrante Mori indicano che, a breve, il posteggio che utilizziamo per le nostre automobili quando veniamo al lavoro sarà a pagamento. La decisione viene presentata dall’Amministrazione comunale come l’esito di un percorso di partecipazione e condivisione che ha coinvolto le attività commerciali locali. Partecipazione e condivisione in cui i lavoratori della scuola non sono stati coinvolti. Certo il nostro lavoro non può essere annoverato tra le attività commerciali, si configura piuttosto come un servizio alla comunità.

Il sindaco, in alcune interviste, ha parlato di una simbolica somma di 0.50 euro al giorno per noi lavoratori, oltre 100 euro nell’intero anno scolastico. Abbiamo letto i lodevoli intenti che muovono codesta Amministrazione, per esempio ridurre il tempo della sosta e aumentare quindi il giro delle auto, immaginiamo per favorire il commercio di zona.

Temiamo però che questi nostri 100 euro non serviranno a conseguire lo scopo perché la nostra sosta dipende esclusivamente dal nostro orario di servizio e dagli impegni pomeridiani.
Questi 100 euro sono sicuramente pochi per le casse comunali, una cifra simbolica dice appunto il sindaco. Sappia l’Amministrazione che per noi, invece, non è affatto simbolica. Il contratto di lavoro di noi docenti, infatti, dopo il 2009 è stato rinnovato una sola volta, nel biennio 2016-2018, con il riconoscimento di un aumento stipendiale minimo. Questa cifra simbolica si aggiunge a quella che già sosteniamo per raggiungere Greve, spese appunto di trasporto privato, ossia usura delle auto e consumi. E anche in questo caso le spese, al contrario dei nostri stipendi, hanno seguito il loro corso. Inoltre Greve, come ben sapete, non è un luogo che si raggiunge velocemente se si vive in un altro comune o a Firenze. Quindi, oltre ai costi, nelle nostre vite mettiamo in conto del tempo. Sicuramente il periodo che viviamo è difficile per molte categorie e c’è chi è messo peggio di noi. Tuttavia noi insegnanti non siamo dei privilegiati.

Alla luce di queste considerazioni e in un contesto che vede l’insegnamento nel nostro Paese fortemente condizionato dal problema del precariato, riteniamo che con l’iniziativa relativa ai parcheggi l’Amministrazione comunale non sostenga la scuola di Greve e i suoi lavoratori nello sforzo di garantire all’utenza un corpo docente stabile che possa assicurare la continuità didattica.

Gentile amministrazione siamo fiduciosi che questa nostra lettera vi sarà di aiuto per riconsiderare la vostra scelta e rinunciare quindi a un obolo che per voi è un simbolo ma per noi è una sostanza. E comunque, pure come simbolo, non comprendiamo perché debbono essere i lavoratori sempre e comunque quelli chiamati a contribuire».

Il sindaco Paolo Sottani

«Per dieci anni a Firenze ho pagato dai 50 ai 60 euro al mese di parcheggio», ha detto il sindaco Paolo Sottani durante una diretta sul canale Yuotube del Comune dove ha spiegato il nuovo provvedimento dell’Amministrazione e gli abbonamenti al costo di 20 euro mensili messi a disposizione per i non residenti. Insomma, non è una cifra insostenibile «Se si fa il calcolo su tutto il mese non sono nemmeno 50 centesimi al giorno», ha evidenziato il primo cittadino percorrendo punto tutte le novità sugli stalli a pagamento.

Il primo punto è stato chiarire le tempestiche della decisione, mettendo a tacere le tante critiche ricevute nelle ultime settimane. «Tutto ha inizio da una gara del 2018 – ha spiegato – Non è una decisione di ora. Uno dei problemi del nostro comune è sempre stata la regolamentazione dei parcheggi, più volte richiesta dalle attività commerciali e i residenti. I nostri agenti non sono in grado di controllare una situazione permanente. Infatti, la gara prevede due ausiliari del traffico, che controlleranno gli stalli a pagamento (compresi quelli in via Roma e via Giulitti). Non li abbiamo messi per far cassa sulle pelle dei cittadini – ha sottolineato – Con questa gara incasseremo molto meno di quello che entrava prima nelle casse del Comune. Questo perché abbiamo deciso di mettere a disposizione un servizio della viabilità e della sosta su tutto il centro di Greve e Montefioralle».

Le aree di sosta a pagamento

Il provvedimento partirà dal primo aprile. Alcune aree di sosta a pagamento sono state individuate nella piazzetta Santa Croce e in via Garibaldi (il pagamento del parcometro sarà escluso per i residenti di piazzetta Santa Croce e via Garibaldi e sarà previsto compreso i festivi), in piazza Trento e in via I Maggio (il pagamento del parcometro sarà escluso per i residenti di piazza Trento e via Primo Maggio e sarà previsto compreso i festivi). Altri stalli a pagamento, esclusi per i residenti, sono nel piazzale Ferrante Mori e nel lato superiore di piazza della Resistenza con la possibilità di formulare abbonamenti ad un prezzo massimo di 20 euro.

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